ALIMENTAZIONE

1. Ricettario per una corretta alimentazione- "La forza al femminile"
2. L'alimentazione durante la chemioterapia - prof. Franco Berrino
3. Cibi del corpo e cibi dell’anima - prof. Alessandro Meluzzi
4. Le problematiche psicologiche legate all'alimentazione nel percorso della malatia - d.sse M.Gabriella Manno, Franca Delle Fratte, Flori Degrassi
5. Fattore alimentazione - d.ssa Flori Degrassi
RICETTARIO PER UNA CORRETTA ALIMENTAZIONE - "LA FORZA AL FEMMINILE"
Nato dall’impegno dell’associazione A.N.D.O.S. onlus (Associazione Nazionale Donne Operate al Seno), in collaborazione con Novartis, il progetto “la forza al femminile” vuole essere un supporto concreto alle donne che, come te, hanno appena affrontato un intervento per tumore al seno. A tale scopo, si è cercato di fornire informazioni e strumenti concreti che possano essere utili nella fase delle cure postoperatorie e oltre. Infatti, mediante semplici raccomandazioni, volte a ottimizzare il vostro stile di vita e la cura del vostro corpo, ci si propone di migliorare non solo l’accettabilità ma anche l’efficacia del percorso terapeutico in atto.
Fin dal titolo, questo progetto dichiara tutta la fiducia nella capacità delle donne di reagire con coraggio, determinazione e ottimismo a questa prova. Ed è per questo che “la forza al femminile” è dedicato a te e a tutte le donne che, come te, combattono ogni giorno, al di là della malattia.
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L’ALIMENTAZIONE DURANTE LA CHEMIOTERAPIA
Prof.Franco Berrino, Direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva, Istituto Nazionale Tumori, Milano.
La parola chemioterapia- incute un certo disagio, perché evoca sofferenze, nausee, paure, bruciori in bocca, allo stomaco, disturbi intestinali, una fatica profonda, e brutti pensieri. Eppure quando s’ha da fare s’ha da fare; fino a quando la ricerca non riuscirà a trovare cure capaci di guarire il tumore senza danneggiare gli organi sani. Perché proprio qui sta il punto, i veleni della ‘chemioterapia’ sono capaci di uccidere le cellule che si moltiplicano, e quindi le cellule tumorali, ma anche le cellule sane degli organi che devono ricostruirsi continuamente, come la mucosa del tubo digerente (di qui le stomatiti, esofagiti, gastriti, coliti di cui soffrono molti malati), il midollo delle ossa (di qui le anemie e la conseguente stanchezza) o la radice dei capelli (che quindi cadono). Che fare dunque? Innanzitutto prepararsi già prima di iniziare la terapia. Se già si soffre di stitichezza, ad esempio cambiare subito l’alimentazione: introdurre cibi integrali, ad esempio il pane integrale a lievitazione naturale, facile da trovare in molti negozi, e comunque facile da fare in casa; ancor meglio il pane integrale con i semi di lino; o il riso integrale, che si cuoce in modo diverso dal riso bianco (una tazza di riso ben lavato, due tazze di acqua fredda, un cucchiaino da caffè raso di sale marino integrale, cuocere a fuoco bassissimo per tre quarti d’ora, il riso è pronto quando ha consumato tutta l’acqua), o altri cereali integrali con verdure, tutti da masticare molto accuratamente. I cibi ricchi di fibre non vanno bene, invece, in caso di colite, né durante i cicli di ‘chemioterapia’, specie i prodotti da forno, perché le fibre indurite dalla cottura possono irritare meccanicamente le mucose e peggiorarne l’infiammazione. Durante la chemioterapia, anche in caso di gravi infiammazioni delle mucose, va molto bene mangiare i cereali integrali sotto forma di crema, ad esempio la crema di riso (una tazza di riso integrale in sette tazze di acqua, sale marino, cuocere per due-tre ore a fuoco basso poi passare al setaccio in modo da togliere le fibre; oppure si può partire da una semola di riso integrale, meglio se macinata di fresco e poi tostata, con cui si può fare una crema in 10-15 minuti, sempre da passare al setaccio). Le mucositi del tubo digerente causano un’aumentata permeabilità intestinale, che favorisce l’assorbimento di sostanze potenzialmente tossiche. Per contrastare l’aumentata permeabilità è utile ispessire la crema di riso con l’amido tratto dalla radice del kuzu (sciogliere un cucchiaino di kuzu in poca acqua fredda, aggiungere alla crema e far bollire per pochi minuti). All’Istituto dei Tumori di Milano si possono frequentare corsi di cucina per chi deve fare la chemioterapia, dove insegniamo varie ricette a base di crema di riso, abbinate a creme di verdure, e altri accorgimenti per superare meglio questo periodo. Per prevenire o alleviare la colite è bene evitare carni e formaggi, perché nella putrefazione intestinale delle proteine animali si libera idrogeno solforato, che ha azione tossica sulla mucosa. Può andare bene però un pò di pesce, anche se ricco di proteine animali, perché il grasso del pesce riduce l’infiammazione.. Con attenzione si potranno introdurre creme di legumi o ricette a base di tofu, le cui proteine sono meno tossiche di quelle della carne perché contengono pochi aminoacidi solforati. Si possono usare le lenticchie rosse (decorticate). Eventuali altri legumi devono essere passati al setaccio per togliere la buccia. Se compare stitichezza si preparerà una deliziosa bevanda a base di agar agar (scioglierne un cucchiaino in una tazza di succo di mela senza zucchero, portare ad ebollizione per un paio di minuti, spegnere il fuoco e bere tiepido, prima che diventi una gelatina), tutte le sere per una settimana. La zuppa di miso che si mangia nei ristoranti Giapponesi è molto indicata per risanare il tubo digerente dai danni da chemioterapia e radioterapia, ed è facile da preparare (stemperare un mezzo cucchiaino di miso in un pò d’acqua tiepida, aggiungere in fine cottura a un brodo vegetale senza sale e spegnere il fuoco); se l’intestino è infiammato è utile fare il brodo utilizzando anche un centimetro di alga Wakame, che contiene mucillagini lenitive (dà un gusto di mare al brodo). Il rischio è che si associ il sapore nuovo del miso con il malessere del trattamento e poi non lo si voglia più gustare. Consigliamo quindi di introdurre la zuppa di miso e la crema di riso non nei giorni del trattamento ma solo quando è passata la nausea. Contro la nausea possono servire cibi salati e asciutti. Talvolta vengono consigliati cracker e parmigiano, cioè cereali cotti al forno e proteine animali, che come abbiamo detto sono controindicati perché causano irritazione meccanica e chimica. Consigliamo piuttosto di masticare bene una galletta di riso integrale (scegliere quelle con sale). Se compare diarrea un aiuto lo si può ricevere dal kuzu, che ha la proprietà di irrobustire le pareti dell’intestino. Se ne scioglie un cucchiaino in una tazza di acqua fredda e lo si porta ad ebollizione fino a che la preparazione non diventa trasparente, a questo punto si aggiungono alcune gocce di tamari (salsa di soia). Va bene anche ispessire con il kuzu la crema di riso. Poiché la chemioterapia può causare anemia, alcuni consigliano di mangiare carni rosse, ricche di ferro facilmente assimilabile. Per non esagerare con le proteine animali consigliamo piuttosto di usare in cucina le alghe marine, anche solo insaporire le zuppe con alga nori. Miso, alga nori, kuzu e tamari si trovano in vendita nei negozi di alimenti biologici. Con queste conoscenze si può migliorare l’alimentazione anche quando si è guariti. Alcuni frangenti della vita invitano a scelte più sobrie. Accogliamoli come opportunità.
Un pregiudizio diffuso è che durante la chemioterapia, per irrobustire l’organismo, sia bene mangiare molto, e mangiare alimenti molto calorici, come gelati, o piatti conditi con burro e panna, o bevande zuccherate, e alimenti ricchi di proteine e di grassi, come uova, carni e formaggi. Questi consigli discendono dalla conoscenza che quando un tumore è in stadio molto avanzato i malati tendono a dimagrire e a perdere forze. Ma è ben dimostrato che le diete ipercaloriche e iperproteiche non aiutano. Questi consigli anzi sono pericolosi per chi si sottopone a chemioterapie precauzionali, come quella che si fa dopo l’intervento per tumore al seno. Durante la chemioterapia infatti le pazienti tendono ad ingrassare, mentre se non si ingrassa è più facile guarire.
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CIBI DEL CORPO E CIBI DELL'ANIMA
A cura del prof. Alessandro Merluzzi, Psichiatra, docente presso l’Università di Siena e l’Università di Torino
C’è un nesso assoluto tra il cibo del corpo e il cibo dell’anima. Prendiamo in considerazione la grande varietà delle diete, che vengono quotidianamente proposte dalla televisione, oppure che si trovano su tanti giornali, ci si accorge che l’uomo cerca la salute ad ogni costo.
Se analizziamo il genere umano, noi abbiamo un intestino troppo lungo per essere carnivori, come invece può essere per alcuni animali, ad esempio un gatto. Certamente non possiamo essere solo vegetariani. I nostri antenati conducevano un onnivorismo raccogliendo per la foresta tuberi, frutti, ecc. Poi l’australopiteco Lucy ha dovuto cominciare a cacciare, in gruppo, come fanno i lupi. Da qui inizia quell’onnivorismo e quel commensalismo per dividere quello che si ha cacciato, quindi nasce l’ordine di che deve mangiare, nasce la civiltà. Nascono anche i canini che servono per masticare i cibi. Pertanto parlare di cibo non è parlare solo di cibo, ma è parlare anche di civiltà, che inizia che inizia con il commensalismo. Anche il criterio di bellezza è spesso sottoposto ai criteri di civiltà (al esempio il dipinto “ La maya denuda”). E difficile dire qual è l’alimentazione giusta, non è solo un problema di zuccheri o di carboidrati, ma è un problema di NUTRIRE. Oggi si mangia spesso in fretta e in modo caotico, la tavola cha perso quel significato simbolico della convivialità, del riunire la famiglia e di dividere insieme il cibo, dello stare insieme. Il commensalismo simbolico va recuperato. La preparazione del cibo è molto importante. Sono tornate di moda le trattorie, le cucine tipiche, le ricette medievali. Vale la legge del colpo, ma non si conosce la legge del contraccolpo. E’ importante recuperare la piacevolezza della preparazione del pasto. Il forno a micronde non scalda la cucina.
Cibo dell’anima, preparare i cibi che scaldano anche il cuore. Alcuni hanno bisogno di cibi piccanti, per stimolare le sensazioni che riguardano la sensorialità dell’uomo e della donna. E ‘impero eucaristico, pane e vino simbolo degli ingredienti, di sangue e corpo di Cristo.
E’chi ama di più che da cibo, se stesso agli altri. Tra la mano che semina, tra la mano che cucina, tra la mano che divide il cibo, c’è una grande verità, il cibo del corpo è anche cibo dell’anima.
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LE PROBLEMATICHE PSICOLOGICHE LEGATE ALL'ALIMENTAZIONE NEL PERCORSO DELLA MALATTIA
D.sse M. Gabriella Manno, Franca Delle Fratte, Flori Degrassi
Un motto cinese: Cura con i farmaci, guarisci con i cibi! (Wang Di Nei Jing Citato da Bottaccioli F. Psiconeuroendocrinoimmunologia)
Ippocrate nel trattato "Antica Medicina" fa coincidere la nascita della medicina con la capacità di distinguere l'alimentazione dell'uomo sano con quella dell'uomo malato. E fino al XX secolo in occidente il medico di famiglia ha sempre prescritto regimi dietetici come parte integrante della terapia.
Oggi con il trionfo della chimica in medicina, il cibo e le piante si sono trasformati in contenitori di principi attivi come la vitamina C che la troviamo negli agrumi e nel kiwi. L'alimentazione è molto legata alla funzionalità ed al metabolismo del cervello, infatti Il cibo ha un'influenza sul cervello nella trasmissione dell'impulso nervoso nel breve e nel lungo termine attraverso dei mediatori chimici per esempio la serotonina: nel breve termine modifica la trasmissione alterando la giusta quantità nei neuroni, nel lungo termine, invece modifica l'assetto strutturale dei neuroni stessi. Influenze conseguenti si possono avere anche nella psiche, per esempio disturbi come l'ansia possono influenzare lo stimolo della fame o una improvvisa VOGLIA DI CIOCCOLATA. Nell'alimentazione che è un comportamento istintivo e primordiale entra una forte componente legata alla simbologia e alle convenzioni sociali, alla memoria, alle abitudini, agli stati d'animo… Se consideriamo che A. Maslow ha classificato una gerarchia dei bisogni individuali:
- Bisogni primari che sono quelli fisiologici e che conferiscono sicurezza.
- Bisogni secondari che sono sociali e legati alla propria stima, all'io
Alla base della fame c'è un meccanismo nervoso. L'ipotesi più accreditata è che sia lo stomaco ad informare il cervello producendo impulsi nervosi che arrivano al cervello tramite il nervo vago e pian piano che lo stomaco si riempie avviene un rilassamento e una distensione dando una sensazione di "pienezza " ed ecco che l'ansia si placa e così anche dopo aver mangiato la cioccolata si avverte una sensazione di calma e benessere.
Inoltre vi è una correlazione tra intestino e cervello
Negli ultimi anni sono cresciuti gli studi che confermano un collegamento fra intestino e cervello: cervello emotivo!
Infatti anche nell'intestino si trovano milioni di neuroni. L'intestino è collegato al cervello tramite il sistema neurovegetativo - parasimpatico ovvero che non è controllabile con una relazione costante: una comunicazione reciproca fra intestino e cervello, quindi disordini intestinali possono produrre alcuni effetti sul cervello e viceversa, pensate alla emozione della PAURA.
Ma il collegamento tra intestino e cervello è legato alle categorie dei bisogni da soddisfare per esempio quelli legati alla socialità, alla stima di sé, e alla realizzazione affettiva e sociale.
Conoscete qualcuno, o voi stessi, che quando è solo mangia poco e niente o non cucina, mentre mangia abbondantemente e "sente" la fame quando è con gli altri? bene: questo accade perché si ha un forte bisogno di condividere, di scambiare, di confrontarsi; si ha,appunto, un forte bisogno di socializzare. Così come si può verificare la situazione in cui il cibo si leghi al piacere , o meglio sostituisca il piacere derivante dalla realizzazione delle proprie potenzialità. In questi casi parliamo di legame fra cibo e bisogno di stima. A volte il cibo ha un significato simbolico di "riempire buchi affettivi" o di "rinunciare al rapporto con il corpo" e quindi in questo caso parliamo di bisogno di autorealizzazione affettiva e può sfociare anche in disturbi patologici. Esiste una correlazione tra la dieta e l' attività fisica, infatti per avere salute e per la prevenzione di malattie croniche e tumorali è necessario:
- Dieta a basso contenuto calorico + attività fisica
- Attivazione moderata del sistema dello stress
- Aumento dei segnali di attivazione dei geni
- Attivazione delle proteine resistenti allo stress
- Aumento della sensibilità all'insulina
- Diminuzione della pressione arteriosa
- Miglioramento del metabolismo dei grassi.
Alimentazione e cancro
Naturalmente l'aspetto più evidente legato all'alimentazione e al cancro è quello della PREVENZIONE. Anche se ancora non è possibile dare risposte definitiva alla tematica cibo e cancro, le principali autorità mondiali sono concordi nell'indicare alcune regole alimentari fondamentali per proteggersi dal cancro. Siamo fatti di ciò che mangiamo e quindi dovremmo scegliere per il nostro corpo i cibi migliori: per la nostra salute, per sentirci in forma e soprattutto per prevenire molte malattie fra cui il cancro. L'esposizione all'inquinamento atmosferico e l'abitudine del fumo, ma anche l'abuso di cibi raffinati e troppo ricchi di grassi, ha raddoppiato l'incidenza dei tumori negli ultimi decenni. Ma, se poco possiamo fare contro il benzene delle nostre città, molto possiamo fare nelle nostre case sia per la profilassi che per la cura dei tumori: cominciamo a dire quali cibi evitare, proprio perché responsabili di alcune forme di cancro. Il Prof. La Vecchia (epidemiologo docente all'Università di Milano e alla Harvard School of Public Health) scrive: "In una serie di studi epidemiologici condotti a Milano abbiamo trovato conferma che il consumo di verdura fresca risulta protettivo di diversi tumori per esempio il tumore dell'intestino che lo si può combattere proprio con un costante consumo di verdura come i calvolfiori, cavoli… Limitare l'uso di grassi , carni rosse e favorire cibi integrali e ricchi di fibre, legumi e soprattutto pesce in particolare pesce azzurro.
Un po' di aromaterapia
Sapete che:
- L'olio essenziale alla salvia sclarea è profondamente rilassante, ha potenti proprietà antidepressive, aiuta ad alleviare dolori muscolari, aiuta ad alleviare i sintomi della menopausa.
- L'olio essenziale al rosmarino neutralizza l'affaticamento fisico e mentale.
- L'olio essenziale alla menta piperita allevia il mal di testa, calma le irritazioni da punture di insetti.
- L'olio essenziale alla lavanda è calmante e rilassante aiuta a recuperare il benessere fisico ed emozionale. Allevia ansia, tensione, fatica. Ha proprietà antisettiche e cicatrizzanti per le ferite.
- L'olio essenziale al bergamotto è un valido rimedio per infezioni respiratorie e per le indigestioni.
- L'olio essenziale di uva ursina è un ottimo disinfettante delle vie urinarie
E ancora… ELEMENTI GALANTI
IL MAGNESIO regola il buon umore, è presente nei legumi, soia, gamberetti, frutta secca - mandorle e noci - (inserire 1 v.a settimana in piccole quantità).
OMEGA 3 regolano la fluidità delle membrane cellulari e la chimica del "buon umore" si trovano nel pesce azzurro (sardine, sgombri).
ENZIMI DEI VEGETALI stimolano la diuresi e combattono la ritenzione idrica - cetrioli, lattuga, crescione , rucola...
…per concludere: Non c'è amore più sincero di quello per il cibo
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FATTORE ALIMENTAZIONE
d.ssa Flori Degrassi
Molte patologie croniche come le malattie cardiovascolari, i tumori, le malattie respiratorie, il diabete, hanno come denominatore comune quattro principali fattori di rischio : scorretta alimentazione, inattività fisica, fumo , abuso di alcol .
Per migliorare le scelte salutari e guadagnare salute la corretta alimentazione è uno di quei corretti comportamenti che proteggono dalla comparsa di diverse patologie, in particolare di alcuni tumori e malattie cardiovascolari ed aiutano a mantenere il peso corporeo nella norma.
E’ stato calcolato che i fattori alimentari incidono fino al 30% sull’insorgenza dei tumori nei Paesi Occidentali e l’influenza della dieta varia a seconda del tipo e della sede del tumore. Per esempio i tumori del sistema eritropoietico, la leucemia per esempio, non sono riconducibili alla alimentazione mentri i tumori del seno e del colon – retto siano provocati anche dal cibo e dalle sostanze nutritive. Inoltre l’alimentazione ed i modelli di stile di vita differenti indicano una accentuata variazione dell’incidenza e nella mortalità per cancro nelle diverse parti del mondo. Le cause del cancro ed il ruolo del regime dietetico sono stati esaminati dall’OMS e dalla FAO concordando che fattori complessi come l’alimentazione , ovvero una ampia gamma di sostanze bioattive possono concorrere all’insorgenza del cancro. Per esempio dati attuali suggeriscono che il tumore al seno sia associato all’obesità, ad un moderato consumo di alcol, mentre per il cancro del colon retto ha una certa importanza nella sua insorgenza l’uso eccessivo di carne rossa mentre grandi consumi di verdura e frutta , acido folico possono avere un ruolo protettivo.
American Cancer Society ( ACS) propone :
- seguire una dieta ricca di frutta e verdura – includere cinque porzioni di frutta o verdura al giorno;
- mantenere un peso forma per tutta la vita – per esempio lo si può conoscere sottraendo 110 alla altezza (una donna di h 160 sottraendo 110 il suo peso ideale è 50 Kg) ;
- adottare uno stile di vita fiocamente attivo – attività moderata per 20/30 minutincinque giorni la settimana per gli adulti ;
Affinché gli interventi alimentari portino una riduzione a lungo termine del rischio di cancro, devono promuovere il mantenimento a lungo termine del cambiamento del regime dietetico. In Italia il Ministero della Salute ha promosso un programma di iniziative che si chiama “Guadagnare salute : rendere facili le scelte salutari “ con l’obiettivo di favorire l’adozione di quei comportamenti quotidiani che siano in grado di contrastare l’insorgenza di patologie croniche. Il programma prevede:
- BASTA MERENDINE sostituzione di questi elementi con frutta fresca;
- ETICHETTA CHIARA E SEMPLICE sapere il contenuto dei cibi in qualità e quantità ;
- NON PIU’ ALCOL;
- NO AI MESSAGGI INGANNEVOLI PUBBLICITARI;
- CIBI SANI A PREZZI COMPETITIVI.
Consigli per mangiare meglio:
- Bere ogni giorno acqua in abbondanza
- Fare una collazione sana ed evitare di saltare i pasti
- Consumare due porzioni di fruta e due porzioni di verdura ogni giorno
- Consumare quotidianamente cereali (pane - pasta- riso - in una dieta equilibrata)
- Consumare legumi (forniscono sane proteine e fibre)
- Privilegiare olio extra vergine di oliva
- Non eccedere nel consumo di sale
- Limitare l'uso di alcol e bevande alcoliche
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