ItalianoEnglishDeutchPolish

PROBLEMI SENSITIVI  E  LINFEDEMA

1. Dopo intervento
2. Consigli per la prevenzione del linfedema
3. Esercizi consigliati
4. Esercizi pratici per il benessere fisico - "La forza al Femminile"
5. Alcuni consigli pratici per la cura del braccio

 

DOPO INTERVENTO PUOI AVVERTIRE:

  1. problemi sensitivi: può rimanere una zona della spalla e/o del braccio in cui c'è ipoestesia o anestesia (cioè diminuisce o non c'è la sensibilità). Purtroppo per questo problema non ci sono soluzioni, potrebbe migliorare o rimanere stabile nel tempo. La causa è la lesione, durante l'intervento, del nervo che passa nel cavo ascellare. Anche nella zona della cicatrice e dell'ascella possono essere avvertite sensazioni "strane": - iperestesie: si avverte dolore o altre sensazioni fastidiose, anche senza stimoli che lo causano;
  2. ipo/anestesie: diminuzione o assenza della sensibilità. Prima che la cicatrice diventi definitiva, passano 6 mesi-1 anno; queste sensazioni sono dunque dovute alla ferita, che non si è ancora "sistemata". In alcuni casi questo problema può rimanere per sempre.
  3. linfedema dell'arto superiore: è il cosiddetto "grosso braccio dopo mastectomia". Con l'asportazione dei linfonodi ascellari, la linfa dell'arto superiore e della mammella non viene drenato come prima. Inizialmente il sistema linfatico cerca di sopperire a queste difficoltà, ma, dopo un po' di tempo, non è più in grado di farlo. A questo punto il liquido rimane accumulato nel tessuto e si nota il gonfiore. Questa situazione può essere scatenata da diversi fattori: scarso movimento, non osservazione delle prescrizioni consigliate, predisposizione personale, etc. Anche la radioterapia può far insorgere o peggiorare il linfedema. Per aiutare il liquido a drenare è utile assumere regolarmente le POSIZIONI DI DRENAGGIO , in modo che la forza di gravità ne favorisca lo scorrimento verso il collo:
  • A letto: appoggiare il braccio su un cuscino piegato, sistemato al lato del corpo, in modo che l’arto risulti in posizione declive rispetto al tronco 
  • Da seduta appoggia sempre il braccio o sul tavolo o sul bracciolo della poltrona, in modo che la mano sia più in alto della spalla: questa è senz'altro la posizione migliore; 
  • Un altro aiuto è dato dalla POMPA MUSCOLARE, cioè dal movimento dei muscoli (contrazione-rilasciamento) che spinge il liquido verso l'alto. È dunque importante eseguire tutti i giorni gli esercizi.

          Possiamo distinguere linfedema:

  • Post-operatorio  - dovuto al trauma chirurgico,quando alla dissezione ascellare segue edema della zona periareolare della vena ascellare
  • Secondario - compare a distanza di mesi o anni dalla data dell’intervento ed è quasi sempre dovuto a traumi od a processi di tipo infiammatorio. Può essere:
     - Transitorio (compare nell’immediato post-operatorio ed è dovuto all’interruzione linfatica per 
        180°
    -  Acuto infiammatorio (dato da introduzione di germi)
    -  Cronico (dovuto ai precedenti)
    -  Evolutivo (evoluzione della malattia: limfangio-sarcoma

Il disagio che comporta un linfedema non deve essere mai sottovalutato e una volta instauratosi deve essere trattato. La terapia può essere:

  • chirurgica (anastomosi linfo-venosa)
  • farmacologia (fibrinolitici, diuretici per la diminuzione dei depositi interstiziali, antistaminici e antinfiammatori, antibiotici in caso di linfangite, antimicotici; dieta ipocalorica, ipolipidica e ipoclorica)
  • fisica (linfodrenaggio manuale e meccanico; ginnastica, nuoto, tecniche di rilassamento)

L’ipomobilità dell’arto, oltre a comportare contratture muscolari, comporta pure stasi linfatica data l’interruzione per una arco di circa 180° di capillari, vasi collettori, tronchi linfatici e nervosi e linfonodi del sottocutaneo e della fascia profonda, sequela tipica della linfoadenectomia ascellare. Il deflusso linfatico avviene dopo l’intervento attraverso la via posteriore dei linfatici epitrocleari, deltoidei, sottoscapolari e del muscolo gran dorsale, attraverso una manipolazione muscolare, che agisce sulle masse paravertebrali posteriori, il muscolo cucullare, i piani al di sopra del ramo toracico posterolaterale del pilastro ascellare posteriore, i contorni del muscolo deltoideo, al fine di stimolare i principali by-pass linfo-venosi e favorire la circolazione linfatica in prossimità del cingolo scapolo-omerale e favorirne il deflusso anche attraverso i vasi linfatici controlaterali.

Il braccio è trattato anche con presso-terapia, per favorire in loco la rimozione del blocco linfatico, seguita da linfodrenaggio manuale.

  • la pressoterapia si esegue con pressioni e decompressioni dal basso verso l’alto
  • la pressione non deve superare i 50 mm/hg
  • la durata del trattamento varia dai 15 ai 25 minuti

 

CONSIGLI PER LA PREVENZIONE DEL LINFEDEMA

  • esegui 2 volte all'anno un ciclo di LINFODRENAGGIO MANUALE associato o meno a PRESSOTERAPIA; 
  • Se il gonfiore non diminuisce o il braccio si arrossa ed è caldo, rivolgiti al tuo medico.
  • diminuzione della funzionalità della spalla: le cause possono essere diverse. In alcuni casi, già prima dell'intervento c'erano problemi di artrosi o di altre patologie; in altri casi in seguito all'intervento il braccio non è più stato utilizzato come prima. Alcune pazienti assumono atteggiamenti sbagliati, dovuti al dolore o alla paura di stirare la cicatrice.
  • Anche la radioterapia può provocare una limitazione articolare. Per cercare di prevenire questo problema trovi di seguito alcuni esercizi,  da eseguire tutti i giorni, per tutta la vita. Non occupano più di mezz'ora al giorno, ma sono molto importanti!

     

ESERCIZI CONSIGLIATI


DA SEDUTA: tronco e capo allineati:
Es. 1: piega il collo verso il basso, avvicinando in mento al petto (10 ripetizioni);
Es. 2: piega il collo all'indietro, gli occhi guardano il soffitto (10 ripetizioni);
Es. 3: inclina la testa a destra, lentamente (10 volte);
Es. 4: inclina la testa a sinistra, lentamente (10 volte);
Es. 5: ruota il capo verso destra (10 volte);
Es. 6: ruota il capo verso sinistra (10 volte);

DA SEDUTA: spalle rilassate, braccia lungo i fianchi, da questa posizione:
Es. 7: alza le spalle, portandole vicino alle orecchie (10 volte);

IN PIEDI:
Es. 8: di fronte al muro, appoggia le mani sulla parete, fai strisciare le mani lungo il muro, 
           raddrizzando le braccia e avvicinando il corpo alla parete; tieni la posizione 20 secondi (ripeti 3
           volte);
Es. 9: porta le braccia avanti all'altezza del bacino e incrocia le dita, allungando bene gli arti, da 
           questa  posizione, porta entrambe le braccia verso l'alto, allungandoti bene, senza inarcare la
          schiena.
Es. 10: mettiti di lato vicino al muro, con la mano appoggiata contro di esso, in modo che il braccio sia 
             dritto: sposta in avanti il corpo, la mano rimane fissa, sentirai allungarsi i muscoli interni del
             braccio, fino al seno; prima, con la mano all'altezza della spalla, tieni la posizione per 20 
             secondi (ripeti 3 volte);
Es. 11: ora con la mano più in alto della spalla, tieni la posizione per 20 secondi (ripeti 3 volte);
Es. 12: in piedi o seduta, porta le mani dietro la testa e apri r chiudi i gomiti: i movimenti vanno
             eseguiti fino alla massima apertura e alla massima chiusura (10 volte);
Es. 13: seduta su uno sgabello o in piedi con le ginocchia leggermente piegate, porta le mani dietro
             la  schiena e cerca di spingerle verso l'alto, come per allacciarti il reggiseno (10 volte);
Es. 14: incrocia le mani a livello delle scapole, tieni la posizione 20 secondi, ripeti 3 volte;
Es. 15: mani appoggiate alle spalle, esegui delle circonduzioni, come se dovessi disegnare dei
             cerchi  con i gomiti (10 volte ruotando in avanti, 10 volte ruotando indietro);
Es. 16: in piedi, braccia in fuori all'altezza delle spalle, esegui delle circonduzioni, come se dovessi 
             disegnare dei cerchi con la punta delle dita: prima cerchi piccoli e veloci (esegui il movimento
            per 10 secondi ripetendo 5 volte per ogni senso, avanti e indietro); poi cerchi ampi ed eseguiti 
            lentamente (10 volte in avanti, 10 volte indietro);
Es. 17: seduta, gomiti piegati, spingi con forza un palmo della mano contro l'altro (10 volte, tenendo la
             posizione per qualche secondo);
Es. 18: seduta, braccia lungo i fianchi, apri e chiudi con forza le mani (tieni il pugno 20 secondi, ripeti 
             per 5 volte). 

 

ESERCIZI PRATICI PER IL BENESSERE FISICO - "LA FORZA AL FEMMINILE"

L’attività fisica è fondamentale per sentirsi bene, per mantenersi in forma. Eseguire degli esercizi di ginnastica dolce, nel postintervento, assume notevole importanza, poiché il proprio corpo e l’immagine di sé migliorano con le attività di cura della propria persona.

Gli esercizi che vi presentiamo di seguito sono utili per:

  • favorire la circolazione linfo-venosa attraverso il potenziamento del tono muscolare e, quindi, prevenire il linfedema;
  • impedire danni secondari dovuti all’ipomobilità e ridurre la sensazione di pesantezza;
  • ampliare progressivamente i movimenti dell’arto, migliorando l’elasticità e l’estensibilità dei muscoli che altrimenti andrebbero incontro ad accorciamento e a dolore;
  • recuperare precocemente le normali attività quotidiane come lavarsi, vestirsi, pettinarsi.

È consigliato eseguire questi esercizi al mattino e tutti i giorni senza però affaticare il fisico.

Dott. Ferruccio Savegnago – Medico Fisiatra
Dott.ssa Barbara Roviaro – Fisioterapista

 Vedi Esercizi pratici

ALCUNI CONSIGLI PRATICI PER LA CURA DEL BRACCIO


E’ opportuno osservare alcune semplici regole di comportamento:

  • nelle cure mediche evitare prelievi di sangue, fleboclisi, iniezioni o trattamenti di agopuntura al braccio o ai relativi quadranti del tronco, misurazione di pressione sanguigna. Nel caso di presenza di intervento bilaterale il prelievo di sangue, ed i relativi trattamenti, possono essere effettuati usando ad esempio una vena inguinale, o comunque di altri distretti corporei.
  • usare sempre i guanti durante i lavori domestici, soprattutto quando si è a contatto con detersivi o con oggetti appuntiti o caldi. Nei lavori domestici sono sconsigliati la pulitura dei vetri, lungo tempo di stiro o di lavoro a maglia. In genere quindi sono sconsigliati i lavori ripetitivi.
  • usare sempre i guanti durante il giardinaggio, ma ricordare che questo è da escludersi in presenza di edema.
  • non usare indumenti od oggetti costrittivi (ad esempio orologi, bracciali, anelli o maniche strette).
  • non portare pesi (esempio la borsa della spesa).
  • portare la tracolla della borsa sul braccio sano.
  • evitare nella manicure di tagliare le pellicine, usare smalto o diluenti.
  • fare molta attenzione nella depilazione ascellare, evitare comunque creme depilatorie o cerette.
  • evitare cosmetici, creme o medicamenti epidermici che possano causare allergie. In caso di allergia curare gli eczemi con gli opportuni trattamenti consigliati dal medico.
  • evitare bruschi sbalzi di temperatura: il caldo eccessivo aumenta la formazione di liquido linfatico, mentre il freddo eccessivo porta al danneggiamento delle pareti dei vasi sanguigni.
  • l’esposizione al sole è consentita solo quando l’intensità dei raggi non è troppo forte e soprattutto non duri a lungo.
  • attenzione alle punture di insetto, alle ferite e alle scottature.
  • sono sconsigliati gli sport che possono affaticare troppo le braccia o nei quali sono previsti movimenti di eccessiva estensione. E’ consigliata la ginnastica dolce associata ad esercizi respiratori e tecniche di rilassamento, meglio se effettuata in acqua.
  • sono sconsigliati massaggi estetici, sia sul braccio che sulla spalla, sulla zona vertebrale del tronco e della gola.
  • fare attenzione all’alimentazione: è da privilegiare una dieta povera di sale, evitare un uso eccessivo di dolci ed in genere di alimenti che aumentano il peso corporeo. L’obesità è nemica del linfedema.
  • evitare atteggiamenti scorretti e posture sbagliate: non lasciare pendere il braccio per lungo tempo, quando si è seduti o stesi evitare di tenerlo piegato, non dormire dal lato operato.

Una delle complicanze del linfedema è la linfangite. Per linfangite si intende una infiammazione della parete del vaso linfatico dovuta alla presenza di batteri del ceppo dello streptococco che danno come quadro clinico un’erisipela. Questa si manifesta con arrossamento, dolore, febbre, macchie rosse che corrono lungo tutto il decorso del vaso linfatico, malessere accompagnato a volte da vomito.
Le cause di una linfangite possono essere varie, normalmente sono dovute a traumi o ferite, ma possono essere causate anche da allergie.
E’ molto importante fare un’attenta profilassi delle ferite e prestare molta attenzione ai cambiamenti e di temperatura e di colore dell’arto.