Due nuovi bersagli contro i tumori

   

(Redazione MolecularLab.it , 27/01/2009)

 I futuri farmaci saranno diretti contro le proteine Notch1 e Pin1 che agiscono in sinergia per promuovere la crescita tumorale

Un gruppo di scienziati del Laboratorio Nazionale Consorzio Interuniversitario Biotecnologie (LNCIB) dell'AREA Science Park e del Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste, che ha lavorato in collaborazione con ricercatori dell'IFOM Fondazione Istituto FIRC di Oncologia Molecolare, dell'Università di Milano, dell'Università di Padova e del Wistar Institute di Filadelfia, ha pubblicato su Nature Cell Biology i risultati della ricerca grazie alla quale han potuto scoprire che l'enzima Pin1 causa un cambio conformazionale della proteina Notch1.
Notch1, che induce le cellule a crescere incontrollate avviando lo sviluppo di un tumore, è più attiva a seguito del cambio conformazionale attuato da Pin1
Secondo Giannino Del Sal, coordinatore dello studio e responsabile dell'Unità di Oncologia Molecolare del LNCIB e ordinario di Biologia presso la Facoltà di Medicina dell'Università di Trieste, senza l'enzima Pin1, Notch1 perderebbe gran parte della sua capacità di promuovere la crescita tumorale.
Nel tessuto prelevato da pazienti con tumore alla mammella le due proteine tendono ad andare di pari passo: quando l'una è presente in quantità superiori alla norma, anche l'altra si accumula, e cio fa sospettare che notch1 sia a sua volta promotore della formazione di Pin1
Del Sal ha spiegato che "Interrompere il circuito molecolare che ha come punti di forza Notch1 e Pin1 o modularlo farmacologicamente significherebbe bloccare la crescita del tumore".
Grazie a questa ricerca è ora disponibile un nuovo bersaglio verso cui sviluppare farmaci antitumorali , e infatti i ricercatori hanno dimostrato che in modelli di cellule cancerose che esprimono livelli alterati di queste due proteine i trattamenti con farmaci che interferiscono sia con l'azione di Notch1 sia con le funzioni di Pin1 contrastano più efficacemente la crescita tumorale. La ricerca è stata condotta grazie a finanziamenti specifici dell'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC).