Un aiuto antitumore dai frutti di bosco

   

(Sportello Cancro, Donatella Barus, 14 gennaio 2009)

Studio dell'Ohio State Comprehensive Cancer Center su Cancer Prevention ResearchGrazie alle antocianine, sostanze antiossidanti contenute nei vari lamponi, ribes, more

Non sono solo buoni: i frutti di bosco contengono anche sostanze antitumorali. Lo ribadisce una ricerca statunitense, apparsa su Cancer Prevention Researchh, la rivista dell’American Association for Cancer Research, che ha dimostrato l’utilità di una specie di lamponi neri, simili alle more, diffusi soprattutto nell’America settentrionale.
«ROSSO» BENEFICO - I frutti contengono dei composti dotati di un certo potenziale preventivo e già noti ai nutrizionisti. Si tratta delle antocianine, agenti antiossidanti della famiglia dei flavonoidi (che pigmentano molte bacche commestibili, uva, vino rosso, arance) i quali, secondo i ricercatori dell’Ohio State Comprehensive Cancer Center, inibiscono la crescita delle cellule tumorali e ne stimolano il suicidio (apoptosi).

LO STUDIO - Il fenomeno é stato osservato in ratti da laboratorio con neoplasie dell’esofago. I ricercatori, guidati da Gary D. Stoner, docente del dipartimento di medicina dell’Ohio State University, hanno rilevato poi che l’effetto di contrasto sulle cellule neoplastiche è del tutto simile sia che si usino estratti di lamponi neri ricchi di antocianine, sia che si utilizzino i frutti interi. Le proprietà benefiche dei frutti rossi, e di altri alimenti, non sono una novità. Se ne é parlato recentemente con i risultati ottenuti dallo studio Flora, un progetto di creazione di alimenti-farmaco tramite manipolazione genetica (i famosi «pomodori viola anticancro»). Diversi studi hanno identificato in vitro l’attività delle antocianine e ora compaiono le prime dimostrazioni in vivo, ovvero su animali.

A CACCIA DI SOLUZIONI - Stoner e colleghi hanno sperimentato i composti con polvere di lamponi interi su pazienti, nell’ambito di studi clinici controllati, con qualche risultato incoraggiante. E’ però stato necessario utilizzare 60 grammi di polvere al giorno. «Ora che sappiamo che le antocianine nei frutti di bosco sono attive all’incirca come le stesse bacche intere, speriamo di riuscire a prevenire la formazione del tumore negli esseri umano usando, al posto della polvere di frutti interi, i soli suoi componenti attivi» ha ipotizzato Stoner.