Dieta e ginnastica contro gli effetti collaterali delle cure anticancro

   

Sportello Cancro, Vera Martinella (Fondazione Veronesi), 19 maggio 2009) 

Per gli anziani, ma non solo

Seguire una corretta alimentazione e fare sport può essere di grande aiuto contro il senso di spossatezza e il calo fisico che interessano molti malati oncologici durante e dopo le cure

MILANO – Ansia, stress, fatigue, difficoltà di reinserimento al lavoro e nella ricerca di un nuovo equilibrio in famiglia e nella coppia. Si parla ancora poco dei bisogni e delle difficoltà incontrate dopo il cancro dai lungo-sopravviventi oncologici, quasi due milioni di persone che vivono in Italia dopo aver sconfitto tumore. La maggior parte di loro ha più di 65 anni e va incontro ai problemi legati all’invecchiamento che, sommati al frequente indebolimento dovuto agli effetti collaterali delle terapie antitumorali, li rendono particolarmente delicati. Fare ginnastica e seguire un’alimentazione giusta, però, può fornire un aiuto importante, semplice da ottenere e alla portata di tutti, contro il declino fisico. Non solo: uno stile di vita corretto protegge da possibili recidive di malattia.

SPORT E DIETA SONO FONDAMENTALI – Gli effetti benefici di una regolare attività fisica si manifestano, in particolare, contro la fatigue, quel senso di spossatezza, mancanza di concentrazione, attenzione e interessi a cui va incontro la stragrande maggioranza dei malati, durante e dopo le cure. «Contro i tumori, alimentazione e movimento giocano un ruolo importante sia in fase preventiva che per la qualità di vita durante i trattamenti oncologici», spiega Marco Venturini, responsabile dell’Oncologia all’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona) e coordinatore del convegno Per una vita come prima, dedicato ai «guariti» e alle loro testimonianze (patrocinato dall’Associazione italiana di oncologia medica e dalla Società italiana di cure palliative). Anche per infondere speranza nei pazienti e agevolare il dialogo sul post-malattia, durante il congresso è stato presentato il sito internet www.perunavitacomeprima.org, in cui sono raccolte le storie di persone che ce l’hanno fatta. «Esistono ormai molti studi su questo tema e le prove sono evidenti – prosegue l’oncologo -: l’attività fisica è protettiva nei confronti dell’insorgere del cancro, in particolare per colon e seno. Ad esempio, le ragazze che svolgono regolarmente attività fisica presentano una riduzione del rischio di ammalarsi di carcinoma mammario di circa il 20 per cento. I dati sulle pazienti con un tumore della mammella sono altrettanto chiari: lo sport può proteggere dall’insorgenza di recidive e ridurre la mortalità, soprattutto nelle donne obese o in soprappeso».

UN TOCCASANA ANCHE PER GLI ANZIANI – I malati più avanti con l’età sono i più numerosi in oncologia e sono anche quelli più difficili da trattare . Perché soffrono di altre malattie, prendono già diversi farmaci e spesso la loro salute è più delicata. Nulla di più facile, quindi, che le terapie anticancro risultino frequentemente troppo pesanti. Ma anche per loro un adeguato programma a base di dieta e ginnastica «fatti in casa» può essere di grande aiuto, come dimostra uno studio americano, pubblicato sulla rivista Jama. Secondo gli ultimi dati Istat, in Italia, uno dei Paesi più «vecchi» del mondo, ogni anno si registrano circa 270mila nuovi casi di tumore, di cui 165mila (il 61 per cento) in persone con più di 65 anni. In particolare 90mila casi (il 33 per cento del totale) riguardano individui fra i 65 e i 74 anni e 75mila casi (il 28 per cento) soggetti di età superiore ai 75 anni. «Sono soprattutto loro, gli anziani – spiegano gli autori della ricerca Usa – a rischiare un declino funzionale permanente dopo il cancro, con un triplice danno: per la loro qualità di vita, perché pesano negativamente sul bilancio familiare e per i maggiori costi che questo comporta per il servizio sanitario nazionale».

CONFERME DALL’ULTIMO STUDIO AMERICANO - I ricercatori dei National Institutes of Health statunitensi hanno arruolato 641 partecipanti canadesi, inglesi e americani, lungo-sopravviventi (curati da cinque o più anni senza recidive), anziani (tra i 65 e i 91 anni) e sovrappeso, che avevano ricevuto una diagnosi di cancro al seno, al colon o alla prostata. A una metà è stato detto di proseguire nella routine giornaliera con le proprie abitudini alimentari e sportive, mentre l’altra metà degli ex-pazienti è stata seguita con un programma di dieta e leggero esercizio fisico che mirava a raggiungere piccoli obiettivi quotidiani. Ad esempio, fare minimi esercizi di rafforzamento muscolare, camminare 30 minuti al giorno, ridurre il consumo di grassi e mangiare porzioni maggiori di frutta e verdura. I risultati, dopo un anno, non lasciano dubbi: il gruppo seguito con alimentazione corretta e ginnastica dimostra migliori funzionalità corporee e capacità di movimento, un rallentamento del declino fisico legato all’età, una riduzione del rischio di ricomparsa della malattia e, più in generale, una migliore qualità di vita.

CAMMINARE, CORRERE, ANDARE IN BICICLETTA - Insomma, non è mai troppo tardi per iniziare a prendersi cura di sé, come racconta Eni Vittorini, che ha ricevuto la diagnosi di cancro al seno nel 2001: «Ero esausta, sconfortata, l’unica certezza era che non volevo sentirmi una persona malata. Così ho deciso di fare qualcosa di totalmente nuovo per me: ho iniziato a correre. I primi giorni mi fermavo a riposare ogni pochi metri, nel 2005 però ho concluso in 4 ore 24 minuti la maratona di Roma. Da allora non mi sono più fermata». Certo non tutti gli ex-malati possono o desiderano dedicarsi a gare di podismo. Per sentirsi meglio è sufficiente una minima attività quotidiana, come passeggiare almeno mezz’ora al giorno con un’andatura veloce. Oppure i medici consigliano almeno 60 minuti alla settimana di attività intensa (corsa, jogging, cyclette, ad esempio) o 150 minuti di esercizio moderato, come una bella camminata.