Farmaci «personalizzati» per sconfiggere i tumori

   

(Sportello Cancro, Mario Pappagallo, 08 maggio 2009)

Lander (Mit): tra 10 anni saranno curati solo i geni. Le ricerche Le nuove strade aperte dagli studi finanziati anche dall’Airc

MILANO - Dieci anni per la rivoluzio ne nella cura dei tumori. Non si curerà più l’organo malato, ma le cellule». E la cura con i farmaci «intelligenti» sarà sul le mutazioni genetiche che tra sformano una cellula normale in tumorale. Cure talmente personalizzate da superare ogni limite odierno. Il risulta to? «Guarigione o controllo perfetto della malattia». Lo sce nario è di Eric Lander, bio-ge netista del Massachusetts In stitute of Technology (Mit). La platea è quella del congresso dell’American association for cancer research (Aacr) giunto alla centesima edizione. A Den ver in Colorado. Reduci dall’Aacr: Nicola Nor­manno, Cell biology and biotherapy unit della Fonda zione Pascale di Napoli, e Filip po de Braud, direttore della Di visione di Farmacologia clini ca e nuovi farmaci dell’Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano.

RIVOLUZIONE - La sensazione di en trambi è di «rivoluzione in at to ». «Ad ogni paziente la sua terapia», dice de Braud. Bersa glio le mutazioni genetiche. Tra cinque anni saranno pron ti i test per individuarle perso na per persona. E tra circa die ci, la tecnologia consentirà di predisporre «correzioni» ad hoc. Cure ad hoc. Spiega de Braud: «Sequenziato l’intero genoma umano, ora si stanno classificando tutte le mutazio ni che caratterizzano la diffe renza tra i tessuti normali e quelli neoplastici. Contempo raneamente si lavora per ave re una tecnologia affidabile e a costi accettabili per la pratica clinica». Racconta Normanno: «Sono circa 20 anni che partecipo al congresso annuale dell’Aacr, ma quest’anno ho percepito la netta sensazione di un cambia mento di rotta della ricerca on cologica. I meeting dei primi anni Novanta erano quasi esclusivamente dedicati alla ri cerca di base, si parlava dei meccanismi attraverso i quali i tumori si formano o diventa no più aggressivi. Il congresso di quest’anno era pieno di ses sioni nelle quali si affrontava no tematiche relative alla dia gnosi ed alla terapia dei tumo ri ».

IN ITALIA - Una svolta. Anche in Italia gli studi, a cominciare da quel li di de Braud e di Normanno, vanno in questa direzione. E l’Associazione italiana per la ri cerca sul cancro (Airc) finan zia molti dei progetti presenta ti a Denver. Normanno parla di due no vità. Una cattiva ed una buo na. La cattiva? «Il tumore — di ce lo scienziato del Pascale —, nella maggioranza dei casi, è una malattia complessa carat terizzata da numerose altera zioni di geni che inducono la sua crescita. Complessità ulte riormente aumentata dall’inte­razione tra il tumore e le cellu le normali che lo circondano». E la novità buona? Quanto an nunciato da Lander. In pratica il mirino dell’arma è ormai ul trapreciso. «E sono state co struite le armi per affrontare la malattia in modo diverso, cioè andando a colpire bersa gli specifici in ogni singolo pa ziente ». Il bersaglio è nel cuo re della cellula «malata» o di quella che sta per mutare e di ventare malata. Non solo. De Braud spiega: «Le cellule tumorali sono in grado di sviluppare meccani smi di resistenza ai farmaci biologici. Fortunatamente, molti di questi meccanismi so no stati individuati e si è trova to il modo di bloccarli». Insom ma se il tumore è «furbo», la medicina sta riuscendo a sma scherarlo. E non si parla più di cancro al seno, al polmone, al colon... Ma solo di geni muta ti. Di persone. I geni mutati del signor X o della signora Y. E la cura per X e per Y.