Ricercatori australiani combattono il cancro con un 'cavallo di Troia'

   

(Biotech.com, n°24 del 30/06/2009)


Alcuni ricercatori australiani, come riporta l’edizione online di Nature Biotechnology, hanno messo a punto una terapia per combattere il cancro, usando nanocellule derivanti da batteri in grado di penetrare e disarmare le cellule tumorali, prima dell'arrivo di un secondo tipo di nanocellule in grado di sferrare un attacco letale con farmaci chemoterapici. Un vero e proprio “cavallo di Troia”. La terapia riesce pertanto a mirare nello specifico le cellule tumorali, anziché colpire, come avviene con la chemioterapia, sia le cellule tumorali che quelle sane.
I ricercatori Jennifer MacDiarmid e Himanshu Brahmbhatt, che hanno dato vita nel 2001 alla società EnGenelC Pty Ltd, affermano di aver ottenuto, con la loro tecnica e in due anni di terapia, un tasso di sopravvivenza del 100% nei topi a cui erano state inoculate cellule tumorali. E’ ora in progetto l’avvio di studi clinici. A giorni inizierà invece uno studio clinico sul sistema di cell delivery, presso il Peter MacCullum Cancer Center del Royal Melbourne Hospital. La terapia prevede l’impiego di mini-cellule denominate EDV (EnGenelC Delivery Vehicle) in grado di attaccare le cellule cancerose penetrando al loro interno. Il primo flusso di cellule, che rilascia molecole di acido ribonucleico secondo la metodica dell'RNA-interference, agisce ‘spegnendo’ la produzione delle proteine che rendono il tumore resistente alla chemioterapia. La seconda ondata di cellule EDV rilascia invece farmaci chemioterapici che uccidono le cellule tumorali . “La bellezza di questo nostro metodo – commenta MacDiarmid – è che le EDV si comportano proprio come un cavallo di Troia, arrivando alle porte delle cellule malate e riuscendo sempre ad entrare al loro interno”.