Centro biomedico Giovanni Paolo primo in Italia a utilizzare VMAT

   

(Salute Europa, 30/07/2009)

L’Università Cattolica di Campobasso (dai dati finora conosciuti) è il primo centro in Italia a praticare la VMAT, ovvero Volumetric-Modulated Arc Therapy, una metodica per il trattamento radioterapico particolarmente innovativa che permette di trattare con estrema precisione i pazienti affetti da cancro. L’equipe condotta dal dottor Alessio Morganti, direttore dell’U.O.C di Radioterapia e dal professor Angelo Piermattei, Direttore dell’U.O.C di Fisica Sanitaria, ha già sottoposto al trattamento tre pazienti con buoni risultati, presto verranno estesi a molti altri i considerevoli vantaggi di questo tipo di trattamento.
VMAT è stata sinora impiegata solo da pochi centri stranieri: (Seattle, Tokyo, Vienna) e rappresenta una importante novità per il trattamento dei tumori. I vantaggi per il paziente del nuovo trattamento sono molti.
Le tecniche radioterapiche tradizionali, compresa la Radioterapia ad intensità modulata prevedono che l’apparecchio “colpisca” il tumore usando un certo numero di traiettorie, in genere da una a 5-7. Possiamo paragonare questa situazione ad un bersaglio (il tumore), colpito da un piccolo numero di cecchini. Con VMAT, invece, la continua rotazione dell’apparecchio durante l’irradiazione produce una situazione simile a quella in cui 180 cecchini colpiscono il bersaglio nello spazio di poche decine di secondi. A questo si unisce il fatto che i cecchini in posizione migliore (che colpiscono solo il tumore) sparano proiettili più potenti, mentre quelli in posizione sfavorevole (che colpiscono anche gli organi sani) usano proiettili meno potenti.
L’esecuzione di VMAT richiede quindi un complesso sfruttamento di tutte le possibilità offerte dagli apparecchi di trattamento (acceleratori lineari). Laddove i trattamenti tradizionali avvengono in condizioni statiche, VMAT richiede che la somministrazione di radiazioni avvenga mentre il gantry dell’acceleratore è in movimento, mentre il profilo del fascio di radiazioni cambia in continuazione, e mentre l’intensità delle stesse radiazioni cambia di secondo in secondo.
Si tratta quindi di una tecnica molto sofisticata, che richiede una elaborazione particolarmente complessa del piano di terapia. Evidenti i vantaggi per i pazienti, colpendo con maggiore precisione il tumore, si riesce a “distruggerlo” con più facilità, preservando gli organi sani, quindi le probabilità di successo della terapia aumentano notevolmente.
Negli ultimi anni, in radioterapia, la novità più rilevante è stata l’ l’introduzione della radioterapia ad intensità modulata (IMRT). Questa tecnica ha permesso di curare più efficacemente, e con minori effetti collaterali, una serie di tumori. Alla Cattolica di Campobasso viene utilizzata di routine nel trattamento dei tumori del cervello, della prostata, della mammella, della pleura, e dopo l’intervento in alcuni tumori dell’utero.
Il principale svantaggio della radioterapia ad intensità modulata è però legato alla durata del trattamento, che invece dei tradizionali 10-15 minuti, richiede tempi che vanno dai 20 ai 45 minuti. E’ ovvio quindi che il numero di pazienti che possono giovarsi di questa tecnica è relativamente ridotto, nonostante l’impiego intensivo delle apparecchiature.
L’introduzione di VMAT (Volumetric Modulated Arc Therapy) permette di abbinare i vantaggi clinici della radioterapia ad intensità modulata, con una brevissima durata dei trattamenti (5-10 minuti). Questo, oltre ad alleviare il disagio per i pazienti, dovuto alla necessità di mantenere una posizione immobile per un tempo prolungato, aumenta la precisione del trattamento con maggiori probabilità di successo, consentendo anche di poter trattare un numero maggiore di pazienti ogni giorno. Quindi migliora la terapia, diminuendo i tempi!
Le apparecchiature per impiegare questa tecnica sono state recentemente implementate ed il personale delle U.O. di Radioterapia e Fisica Sanitaria è al lavoro per esplorare tutte le possibilità che VMAT consentirà di realizzare.
Il Centro Biomedico dell’Università Cattolica di Campobasso, diretto dal professor Savino R.Cannone, è un presidio di eccellenza per la cura delle malattie tumorali e cardiovascolari, ed è collegato al Policlinico Gemelli e alla facoltà di medicina dell’Università Cattolica del sacro Cuore. Docente ordinario di Radioterapia dell’Università è il professor Numa Cellini.