“Il corpo ritrovato”, dermatologi incontrano pazienti oncologiche

   

(Salute Europa, 13/07/2009)

Guardarsi allo specchio, curare la propria estetica, per una persona ammalata di tumore, rappresenta un momento difficile che si tende a rimuovere dalla quotidianità. Le terapie, gli interventi, spesso incidono più che sull’aspetto fisico su quello psichico dei pazienti che, provati da un’esperienza dura e logorante, perdono fiducia in sé stessi e tendono spesso a rinunciare e a perdere il piacere di stare con gli altri.

Questo aspetto ci è sembrato importante da non sottovalutare nella vita quotidiana di chi è sottoposto a cure e terapie. Così ci siamo chiesti se curare il proprio aspetto durante questo difficile periodo potesse essere considerato un piccolo passo verso la guarigione ed abbiamo pensato di si!!

Con l'apertura della Libreria dell'Anima, che ha riscontrato un gradito successo da parte delle pazienti ricoverate presso il Reparto di Ginecologia Oncologica del Dipartimento per la Tutela della Salute della Donna e della Vita Nascente, Diretto Dal Prof. Giovanni Scambia, del Policlinico “A. Gemelli” si è avviato il progetto di umanizzazione dell'Ospedale Donna. Maria Rosaria De Luca, ideatrice della Libreria dell'Anima, insieme alle Dott.sse Felici e Lorusso, si fa ora promotrice di un'altra iniziativa finalizzata a rendere l'ospedale sempre più a dimensione donna: “Il corpo ritrovato”; a tale proposito ha organizzato un incontro che si terrà il giorno 16 luglio p.v. alle ore 16,00 presso il Policlinico “A. Gemelli” aula 615 dedicato a pazienti sottoposte, o che sono state sottoposte a trattamento chemioterapico e/o radioterapico al fine di trasmettere il messaggio che un aspetto migliore può farci sentire meglio ed aiutarci a reagire con forza e determinazione.

Si vuole dare la possibilità alle pazienti di ricevere consigli da dermatologi che insegneranno a prendersi cura della propria pelle; da esperti di makeup con le Consulenti Clinique che sapranno consigliare il trucco più adatto a valorizzare il proprio aspetto e a nascondere i danni da terapia; da parrucchieri che daranno consigli sull'uso del foulard o della parrucca. Autorevoli esperti di moda e di costume ritengono che il foulard, tanto amato negli anni Sessanta da donne come Sofia Loren e Jackie Kennedy, abbia una prerogativa unica: quella di conferire un’eleganza istantanea, l’uso della parrucca invece, in una visione più attuale, può essere interpretato come diversivo al solito look, un espediente per sorprendere e perché no, per essere e apparire diverse, forse irriconoscibili, per poter… addirittura osare.