Seno, la sindrome metabolica potrebbe aumentare il rischio di tumore

   

(Sportello Cancro, Vera Martinella, 14 luglio 2009) 

Sospetti su mix di fattori come sovrappeso e alti valori di colesterolo, glucosio, trigliceridi e insulina nel sangue

Il termine «sindrome metabolica» indica un insieme di sintomi e fattori di rischio che comprendono obesità, ipertensione, colesterolo, trigliceridi e insulina elevati

MILANO – I cambiamenti fisiologici legati alla sindrome metabolica potrebbero giocare un ruolo nella formazione del cancro al seno. E’ quanto emerge da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Albert Einstein College of Medicine di New York e pubblicato sulla rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention.

COLPISCE UN ITALIANO SU QUATTRO - Il termine «sindrome metabolica» (detta anche sindrome da insulino-resistenza) sta a indicare un insieme di sintomi e fattori di rischio che comprendono obesità, ipercolesterolemia (presenza di un elevato tasso di colesterolo nel sangue), alti livelli di glucosio e di grassi e alta pressione sanguigna. Sono disturbi spesso associati allo stile di vita – scorrette abitudini alimentari, peso eccessivo, vita sedentaria – che colpiscono, in Italia, circa il 25 per cento degli uomini e il 27 per cento delle donne:14 milioni di connazionali in tutto, principalmente d’età avanzata.

RISCHI PER CUORE, DIABETE E TUMORE - Studi precedenti avevano confermato che le persone colpite da sindrome metabolica hanno un elevato tasso di mortalità legato a problemi cardiovascolari e sono più esposte ad ammalarsi di diabete. Ora, ai danni per la salute, si aggiungerebbe il rischio di sviluppare un tumore mammario in post-menopausa. Infatti, la sindrome metabolica è caratterizzata da elevati valori di insulina nel sangue e, grazie alle conoscenze raggiunte negli ultimi anni, è ormai certo che questi (uniti ad alti livelli del fattore di crescita IGF-I, insulin-like growth factor) sono associati a maggiori probabilità di sviluppare un carcinoma mammario. O, se la malattia è già comparsa, a un maggior rischio di recidive.

LO STUDIO - Il sospetto dei ricercatori è proprio che il legame fra la sindrome e il cancro al seno passi attraverso gli ormoni (quali l’insulina, gli estrogeni, le citochine e i fattori di crescita), che giocano un ruolo nell’insorgenza di una neoplasia. «Le conclusioni del nostro lavoro – dicono gli studiosi americani - suggeriscono che soffrire di sindrome metabolica, o di alcuni suoi fattori, potrebbe raddoppiare il rischio di cancro al seno in post-menopausa. Le analisi precedenti hanno rapportato singoli sintomi della sindrome metabolica con il tumore al seno, ottenendo risultati inconcludenti. Mentre questo è il primo studio a valutare il rischio associato alla sindrome metabolica nel suo complesso». Sono state perse in considerazione 4.888 donne fra i 50 e i 79 anni, nessuna diabetica. I ricercatori le hanno seguite per otto anni, duranti i quali sono stati diagnosticati 165 casi di carcinoma mammario. Le donne che avevano la sindrome metabolica dai tre ai cinque anni prima della diagnosi del cancro al seno mostravano un rischio doppio rispetto al normale. Inoltre, alcuni sintomi (in particolare l’alta pressione diastolica sanguigna e un elevato tasso di glucosio e trigliceridi nel sangue) hanno mostrato delle associazioni significative con l’insorgenza del tumore. «Abbiamo però bisogno di ulteriori risultati che confermino quelli ottenuti e che ci permettano di calcolare il rischio di cancro al seno per ogni sintomo della sindrome metabolica», hanno concluso i ricercatori.