Così l’alcol promuove le metastasi

   

(Sportello Cancro, 28 ottobre 2009)

Svelati i meccanismi con cui il consumo di alcol dà il via libera a trasformazioni pericolose delle cellule tumorali


MILANO – È noto che il consumo di alcol è legato a doppio filo con il rischio di sviluppare un tumore e con la sua diffusione nell’organismo. Meno chiaro finora è come e perché ciò accada. Ora uno studio americano ha svelato un meccanismo che potrebbe spiegare la relazione fra drink e malattia invasiva: tutta colpa di un segnale che dà alle cellule il via libera a trasformazioni pericolose, e che l’alcol è in grado di «accendere».

COSÌ NASCONO LE METASTASI - L’alcol, infatti, riportano in un articolo su Alcoholism: Clinical and Experimental Research i ricercatori del Rush University Medical Center di Chicago, stimola un fenomeno fondamentale per la progressione del cancro in forma aggressiva. Si tratta della cosiddetta transizione da epitelio a mesenchima, nella quale le cellule tumorali si evolvono in una forma capace di diffondersi nell’organismo. E’ una trasformazione che la ricerca anticancro oggi tiene sotto stretta osservazione, proprio perché si ritiene sia implicata nel processo con cui le cellule diventano metastatiche.

LE PROSPETTIVE - «Le cellule tumorali diventano pericolose quando formano metastasi – hanno affermato gli autori dello studio –. La chirurgia può rimuovere un tumore, ma le cellule tumorali aggressive invadono i tessuti in tutto il corpo e prendono il sopravvento. Se riuscissimo a frenare questa transizione potremmo limitare le vittime del cancro».

I TEST - Le prove a carico del consumo di alcolici sono state raccolte in laboratorio, osservando ciò che accadeva in linee cellulari di tumori del colon e della mammella. L’alcol ha mostrato di attivare due segnali biochimici essenziali per la transizione da epitelio a mesenchima (un fattore di trascrizione chiamato Snail e il recettore del fattore di crescita epiteliale). Inoltre, le cellule trattate con alcol hanno perso i legami con le cellule vicine, proprio come accade alle cellule metastatiche che si preparano a migrare.