Test del sangue per aggressività dei tumori

   

(Redazione MolecularLab.it, 05/10/2009)


Analizzando numero e tipo delle cellule tumorali cicolanti nel sangue dei pazienti oncologici, è possibile determinare l'aggressività del tumore, su base scientifica oltre che statistica

Basandosi sul numero di cellule "malate" presenti nel sangue si può conoscere l'aggressività di un tumore, ad esempio nel cancro al seno se le cellule tumorali circolanti nel sangue sono da zero a 4 non è aggressivo, se sono 5 lo è.
Per la prima volta l'aggressività di un tumore è misurabile scientificamente, oltre che statisticamente ed in futuro si potranno individuare le cellule staminali del tumore, particolari perchè sono insensibili alle cure e capaci, se presenti, di innescare recidive.
I dati sulle cellule tumorali circolanti nel sangue sono uno dei fiori all'occhiello dell'Istituto europeo di oncologia di Veronesi e nello Ieo day 2009 di lunedì 8 giugno ne ha parlato Maria Teresa Sandri, direttore della Medicinadi laboratorio, annunciando che il lavoro sarà rivolto anche all'individuazione di specifici recettori sulle cellule tumorali circolanti allo scopo di introdurre cure mirate e personalizzate.Una nuova macchina, grazie ad appositi reagenti, seleziona le cellule tumorali da un campione di sangue, e queste vengono poi esaminate al microscopio a fluorescenza per valutare se siano sono tumorali, il numero e la vitalità, poichè le cellule morte non rientrano nel conteggio.
La strumentazione utilizzata non è una nuova invenzione, ma solo l'anno scorso è stata approvata dall'agenzia americana del farmaco (Fda) ed è entrata in funzione nella routine di laboratorio, mentre in italia è presente in diverse strutture ma ancora non operativa nella routine.Maria Teresa Sandri spiega "La rilevazione della presenza delle cellule tumorali circolanti nel sangue permette una valutazione della prognosi del tumore e offre una fotografia dello stato della malattia, permettendo all'oncologo una gestione terapeutica più mirata ed efficace, evitando i trattamenti inutili. Da noi questa tecnica è utilizzata da circa quattro anni nell'ambito di diversi protocolli di ricerca clinica" e continua "In Istituto abbiamo analizzato circa 300 pazienti con tumore al seno, 50 pazienti con tumore alla prostata e 20 con tumori al colon. I risultati confermano che la presenza e la persistenza di cellule tumorali circolanti in prelievi di sangue eseguiti nel tempo sullo stesso paziente indicano una malattia più aggressiva e più resistente ai farmaci. In America è appena iniziato uno studio in pazienti affette da tumore della mammella metastatico, nelle quali la terapia può venire precocemente variata sulla base della persistenza di cellule tumorali circolanti"
Allo Ieo day 2009 sono intervenuti anche il viceministro Ferruccio Fazio, il governatore Roberto Formigoni, l'Assessore regionale alla sanità Luigi Bersani e l'Assessore alla salute del Comune Landi di Chiavenna. Oltre al presidente dello Ieo Carlo Buora e all'amministratore delegato Carlo Ciani. Umberto Veronesi ha festeggiato allo Ieo i 15 anni di attività dell'istituto di oncologia, raccontando le scoperte fatte e le prospettive future. Infine è stata annunciata la nascita della "Scuola di chirurgia robotica", diretta da Bernardo Rocco.