Tumori: combattere la depressione aumenta la sopravvivenza?

   

( Sportello Cancro, Vera Martinella, 08 ottobre 2009)
 
Il legame fra «cattivo umore» e mortalità resta da dimostrare, ma i medici sono sicuri che uno «spirito combattivo» migliora la qualità di vita dei malati
 
 
IL RUOLO NEGATIVO DEGLI ORMONI DELLO STRESS – Una ricerca condotta su animali suggerisce poi che lo stress può avere un effetto sulla crescita del tumore e la diffusione del cancro in altre parti dell’organismo. È possibile, sostengono gli scienziati britannici, che la depressione abbia un impatto sugli ormoni e sul sistema immunitario. «Per semplificare chiamiamoli ormoni dello stress – dice Marco Bellani, docente di Psicologia clinica Università dell’Insubria e vicepresidente della Società italiana di psiconcologia (Sipo) -. In realtà si tratta di complessi meccanismi chimici a livello molecolare che, come è già stato provato scientificamente da alcuni studi, da un lato sono responsabili di un calo d’umore e dall’altro favoriscono la proliferazione delle cellule cancerose».
UN CIRCOLO VIZIOSO - Ma è anche probabile che le persone depresse tendano ad adottare comportamenti che potrebbero influire negativamente sulla durata della loro vita. Che siano, ad esempio, meno propense a seguire fedelmente le terapie. Oppure che l’abbassamento d’umore si sommi a pianto, disturbi del sonno, mancanza d’appetito, apatia, senso persistente di tristezza, instaurando un «circolo vizioso» che debilita ulteriormente l’organismo e la psiche dei pazienti oncologici, già messi a dura prova dal tumore e dai trattamenti anticancro.
LO SPIRITO COMBATTIVO AIUTA A VIVERE MEGLIO – Insomma, se il legame fra sopravvivenza alla malattia e stato d’animo non è del tutto certo, i medici sono sicuri che uno spirito combattivo migliora la qualità di vita dei malati, che affrontano le terapie e i controlli con più energia e meno ansia. «Una reazione di shock e forte tristezza è comprensibile quando si riceve una diagnosi di cancro – spiega Bellani -. Non bisogna però dare per scontato che sia normale soffrire di depressione per mesi. Purtroppo, però, proprio gli oncologi sono i primi a sottovalutare l’impatto di questo disturbo, che interessa almeno il 30 per cento dei pazienti con un tumore». Un dato che potrebbe essere sottostimato, perché sono ancora numerosissimi i casi in cui non si chiede l’aiuto di uno specialista psicologo o psiconcologo. «Eppure – conclude Bellani - la soluzione è semplice: basterebbe che nei controlli di routine venisse aggiunta la compilazione di una scheda per valutare la salute psicologica del malato. E, quando serve, sostenerlo con sedute di psicoterapia o con i molti farmaci a disposizione».