Ospedale San Paolo di Milano, inaugurata la nuova medicina nucleare

   

(Lombardia Notizie7, n.218 del 27 gennaio 2010

 (Ln - Milano) Una nuova PET-TAC di ultima generazione, all'interno di spazi completamente ristrutturati, in grado di garantire 2.000 prestazioni in più all'anno, che si aggiunge alle due apparecchiatura Gamma Camera già in attività (5.000 prestazioni all'anno) per la diagnosi e la cura dei tumori (polmone, melanomi, linfomi, ecc) e di altre patologie; un laboratorio per la preparazione di radiofarmaci, già in linea con la legge nazionale che entrerà in vigore il prossimo mese di luglio.
E' questa la fisionomia del nuovo reparto di Medicina Nucleare dell'Ospedale San Paolo di Milano, inaugurato questa mattina dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, insieme al ministro della Salute, Ferruccio Fazio, al direttore generale dell'ospedale, Giuseppe Catarisano, e al rettore dell'Università degli Studi di Milano, Enrico Decleva. Nell'occasione sono stati anche riaperti il servizio di Endoscopia Digestiva e il Centro si procreazione medicalmente assistita.
Riferendosi al nuovo reparto di medicina nucleare, Formigoni ha sottolineato "la crescente centralità del San Paolo, che può vantare una serie di primati, dovuti anche all'impegno, alla professionalità e alla passione del personale che vi opera".
"Con questa nuova apparecchiatura PET-TAC - ha aggiunto Formigoni - siamo in grado di ampliare la gamma delle prestazioni. Si tratta di un segnale importante per i cittadini, che hanno a disposizione strumenti in più e macchinari di ultima generazione".
Il presidente ha anche ricordato come la Regione sia impegnata per "l'integrazione tra tutti gli attori in campo per travalicare le barriere tra diverse discipline, mettendo al centro la promozione della salute". E' necessario dunque "integrare sempre di più il pubblico con il privato, l'università con il territorio, l'ospedale con il territorio e la cura con la ricerca".
"Regione Lombardia - ha proseguito Formigoni - si sta adoperando con il massimo sforzo, in collaborazione con tutti i suoi atenei universitari, per promuovere e sostenere il sistema regionale della ricerca, dell'innovazione e del trasferimento tecnologico". Proprio nell'ottica di questa alleanza di sistema, è stato firmato alla fine del 2009 con i 12 Rettori delle Università lombarde un importante accordo che prevede l'assunzione di impegni forti, a partire da una significativo stanziamento di risorse pari a 60 milioni di euro, per favorire un ulteriore innalzamento della quantità e della qualità del capitale umano all'interno del mondo universitario.
"Ci piacerebbe - ha aggiunto - destinare parte di questi investimenti anche alla formazione di giovani ricercatori nel settore della medicina nucleare".
"Oggi - ha detto ancora Formigoni - facciamo un passo in avanti nella direzione della personalizzazione della medicina, che veramente mette al centro il paziente e non la malattia. Occorre un salto culturale in questo senso".
"Le terapie farmacologiche personalizzate - ha concluso Formigoni - riducono il rischio di reazioni non desiderate, che rappresentano ancora una importante causa di morte.
Ciò che immaginiamo è che in futuro i cittadini possano disporre di una 'tessera magnetica' con le proprie peculiarità genetiche, una specie di 'tessera della salute' necessaria per prescrivere la terapia farmacologica. Tutto ciò diventa sempre più urgente anche alla luce di una gestione sempre più efficiente delle risorse: disporre di 'farmaci ad personam' ci permetterà di ridurre il costo globale delle patologie, dal momento che l'utilizzo appropriato dei farmaci può tra l'altro ridurre l'ospedalizzazione".