Lontani i tempi di chemio e radio standard

   

(Corriere della Sera,Franco Marchetti,14/03/ 2010)

E anche le cure diventano sempre più su misura

Sono lontani i tempi in cui la chemioterapia rappresentava l'unico trattamento del tumore mammario, uguale per tutte le donne. Oggi l'obiettivo è una terapia su misura per la singola paziente in base alle caratteristiche del suo tumore.
«Una tendenza che non vale solo per il tumore della mammella- precisa Pier Franco Conte direttore del Dipartimento Oncologico dell'Università di Modena e Reggio Emilia . Ma quello alla mammella è forse il tumore in cui siamo più avanti nell'individuare una serie di, fattori caratteristici che hanno una rilevanza prognostica (consentono cioè di predire la probabilità che una malattia dia metastasi) e una rilevanza predittiva (indicano cioè la probabilità che una terapia funzioni nel ridurre la ripresa di malattia o nell'indurne la regressione”.Questi fattori permettono di disegnare il profilo del singolo tumore: non è più possibile infatti parlare di un unico tumore del seno, si deve piuttosto parlare di vari tumori mammari fra loro diversi. Una prima distinzione è in tre gruppi principali, il tumore mammario positivo per i recettori ormonali (estrogeni e progesterone);" quello che esprime sulla superficie delle cellule un particolare recettore, una sorta di "targa"; l’her2 , e quello che non ha né i recettori per' gli ormoni, né l'her2, il cosiddetto "triplo negativo". Ciascuno di questi tumori ha una sua propria caratteristica in termini di aggressività e di risposta alle terapie che guida gli oncologi nella scelta dei farmaci da impiegare.
"Il tumore mammario a" recettori positivi, che rappresenta circa i 2/3"del totale, è caratterizzato da una storia clinica più indolente, con un rischio di ripresa di malattia un po"più basso e soprattutto un ' andamento di malattia più lento- spiega l'oncologo -. Se si verifica una ripresa di malattia questa avviene in genere dopo diversi anni e interessa sedi 'meno pericolose' come lo scheletro e i linfonodi».
Le altre due principali famiglie di tumori mammari sono più aggressive. I tumori Her2" positivi - precisa Conte - sono il 15-20%" dei tumori della mammella: non solo hanno un' alta probabilità di dare metastasi, ma tendono a darle rapidamente e in sedi importanti come il polmone, il fegato e il sistema nervoso centrale».Il comportamento dei tumori tripli negativi, caratteristici delle donne giovani, è simile.Per ciascuno di questi tumori esiste una terapia specifica. E da anni che in quello a recettori ormonali positivi si.ricorre all'ormonoterapia; si è però osservato che non tutti rispondono nello stesso modo: anche all'interno di questa famiglia è possibile infatti riconosce malattie diverse. Grazie a sofisticate analisi che consentono di misurare l'espressione di particolari gruppi di geni è.oggi possibile distinguere almeno due tumori, uno che risponde meglio alla terapia ormonale e un altro, che rappresenta meno di un terzo dei tumori a recettori ormonali positivi, più aggressivo e meno sensibile alla terapia ormonale. Nel caso di quest'ultimo tumore la terapia viene modulata aggiungendo al trattamento ormonale la chemioterapia. I tumori her2 positivi sono un esempio dell'efficacia delle terapie target. La disponibilità dell'anticorpo monoclonale anti her2, il trastuzumab, utilizzato insieme alla chemioterapia ha cambiato radicalmente la storia di queste pazienti: «Oggi la prognosi del tumore mammario her2 positivo è diventata migliore di quella degli altri tumori, proprio grazie alla particolare efficacia delle terapia" puntualizza Conte.Nel caso del tumore triplo negativo l'unico trattamento oggi efficace è rappresentato dalla chemioterapia. Ma anche all'interno di questo gruppo sembrano esserci più tumori differenti con diversa sensibilità alla chemioterapia e le ultime' ricerche incominciano a fornire alcune indicazioni su come distinguere gli uni dagli altri. «Le caratteristiche di questi tumori sono in corso di studio - ricorda l'oncologo -: nel giro di poco tempo potrebbero consentire di caratterizzare il gruppo sensibile alla chemioterapia e il gruppo da trattare con farmaci innovativi»,
Farmaci - Anticorpo dritto sul bersaglio Oltre che su misura la terapia del tumore mammario si fa sempre più mirata a colpire obiettivi specifici. Una nuova possibilità viene dal bevacizumàb, un anticorpo monoclonale in grado di impedire la formazione di nuovi vasi, indispensabili per la sopravvivenza e la proliferazione del cancro. L'idea"di far morire di fame sembra funzionare: l'aggiunta di bevacizumab alla chemioterapia ha consentito di raddoppiare la sopravvivenza senza progressione di malattia nelle donne che lo ricevevano rispetto alle pazienti trattate con sola chemioterapia, «Perora il farmaco è autorizzato, nella malattia metastatica her2 negativa avanzata» precisa Sabino De Placido, ordinario di oncologia Medica dell'Università Federico II di Napoli.