Rabarbaro al forno: un nuovo alleato contro il cancro

   

Il sole 24 ore, Salute, Clara Serretta, 15-03-2010

I polifenoli sono antiossidanti naturali presenti nelle piante e possono risultare utili nella prevenzione dell`ossidazione delle lipoproteine e nel sequestrare i radicali liberi; sono accertati inoltre effetti biomedici positivi a livello cardiovascolare, di malattie legate alla senescenza e di arresto della crescita tumorale. Meglio una torta che un`insalata. Il rabarbaro sarebbe il nuovo ingrediente anti-cancro e le sue proprietà terapeutiche vengono, a detta degli esperti, potenziate se viene cucinato al forno. La pianta, infatti, così come molti altri vegetali rossi, contiene polifenoli, agenti chimici in grado di uccidere le cellule tumorali, la cui concentrazione aumenta in seguito a una breve cottura. Lo studio è stato condotto dai ricercatori inglesi della Sheffield Hallam University con la collaborazione dello Scottish Crop Research Institute e i risultati dei test sono stati pubblicati sulla rivista Food Chemistry. Quanto a potere antiossidante e a contenuto di antocianine, una torta o un pasticcio cotto al forno per 20 minuti sono quindi preferibili al rabarbaro crudo o bollito, ma attenzione a non dimenticare la pietanza sul fuoco: una cottura eccessiva rischia di ridurre le proprietà medicinali della pianta.
Se l`uso del rabarbaro come erba medicinale era già noto alla tradizione omeopatica cinese come regolatore delle funzioni digestive e blando lassativo, gli effetti benefici della varietà inglese del rabarbaro sono stati però per la
prima volta individuati da questa ricerca: gli esperti stanno adesso pensando ad una combinazione di polifenoli e agenti chemioterapici per lo sviluppo di un farmaco contro la leucemia. Si tratterebbe di una terapia meno tossica e aggressiva di quelle alle quali vengono attualmente sottoposti i pazienti, che potrebbe inoltre essere utilizzata nel caso di episodi di resistenza ad altri trattamenti.
“Una fetta di torta al rabarbaro fa senz`altro bene alla salute – afferma Nikki Jordan-Mahy, che ha coordinato lo studio –. Le nostre ricerche hanno anche dimostrato che la varietà `british` della pianta! è una fonte di agenti farmacologici utili per lo sviluppo di nuove terapie anti- tumorali”.