Un figlio dopo, non è più impossibile

   

(Corriere della Sera, Elena Meli, 14 marzo 2010)

! La diagnosi di tumore al seno arriva sempre più spesso da giovani. Nel 15%! delle pazienti succede prima di aver!compiuto 45 anni e sono sempre di più anche le donne !intorno ai 30 anni che devono affrontarlo. «Perché le diagnosi sono precoci, ma anche perché oggi sono più diffusi! fattori di rischio che favoriscono il tumore al seno, come le gravìdanze tardive» dice Silverio Tomao, oncologo del Dipartimento di Medicina sperimentale e patologia dell'Università La Sapienza di Roma. Tomao ha appena pubblicato tipo studio in cui fa il punto sulle strategie per! conservare la fertilità nelle pazienti che sconfiggono il tumore, perché è convinto che esaudire il desiderio di maternità in donne giovani sia un tassello importante per garantire loro una migliore qualità della vita, una volta guarite. «In passato una gravidanza dopo il tumore veniva sconsigliata, perché si temeva una "riaccensione" del cancro -- spiega l'esperto -. Negli ultimi 5 anni si sono accumulate prove a favore del contrario: avere un figlio dopo il tumore sembra proteggere da recidive, almeno in donne senza elementi di pericolo specifici!come tumori ad alto rischio di ricaduta, molto grandi; che hanno aggredito tanti linfonodi.
L'unica cautela è aspettare due anni dal termine delle cure, perché questo è il periodo in cui è più probabile la ricomparsa del cancro». Un futuro- dopo il tumore è per fortuna una realtà per un numero sempre maggiore di donne: è quindi giusto fare il possibile per preservare la fertilità. Come? «La chemioterapia può essere associata a farmaci che mettono a riposo l'ovaio: in questo modo riusciamo spesso a proteggerlo dai danni dei chemioterapici - informa Tomao. Altrimenti si possono prelevare gli ovuli, dopo un ciclo di stimolazione ovarica, o espiantare il tessuto
ovarico per trapiantarlo a fine cura, In un prossimo futuro anche i chemioterapici, sempre più selettivi, saranno più rispettosi dell'ovaio: gli attuali sono già meno dannosi rispetto a quelli del passato». Nessun rischio per i figli nati da donne sopravvissute a un tumore al seno? «No: questi bimbi hanno la stessa probabilità di essere sani di tutti gli altri. E si può anche allattare senza paura», conclude Tomao.