Una tecnologia unica in Italia per analisi di farmacogenomica in oncologia medica

   

(Redazione MolecularLab.it 09/03/2010) 

Con la tecnologia DMET, basata su Affymetrix con un prelievo di sangue sarà possibile studiare 1936 varianti genetiche di 225 geni del metabolismo dei farmaci antitumorali.
E' stata messa a punto presso i laboratori di ricerca di Oncologia Medica diretti dal Prof. Pierfrancesco Tassone e dal Prof. Pierosandro Tagliaferri una nuova metodologia destinata a migliorare l'efficienza e a prevenire la tossicità dei trattamenti antitumorali. La tecnologia detta DMET (Drug Metabolizing Enzymes and Transporters), basata su piattaforma di genomica Affymetrix, ha appena ricevuto la certificazione di qualità direttamente dalla company californiana grazie all'elevata competenza professionale e alla dedizione della dott.ssa Maria Teresa Di Martino e della dott.ssa Mariamena Arbitrio. L'attivazione della tecnologia DMET ha infatti il primato di essere la prima del genere resa disponibile e certificata in Italia ed una delle poche nella comunità europea. Grazie alla tecnologia DMET, con un semplice prelievo di sangue sarà infatti possibile studiare 1936 varianti genetiche a carico di 225 geni già identificati come fondamentali regolatori del metabolismo dei farmaci antitumorali. Sulla base dell'identificazione delle varianti polimorfiche correlate all'attività e alla tossicità farmacologica sarà possibile selezionare il tipo di trattamento chemioterapico più adatto per il paziente. Questo tipo di tecnologia è inoltre un importante valore aggiunto alla ricerca oncologica rappresentando un innovativo strumento per la identificazione di nuovi marcatori genetici associati all'attività/tossicità dei farmaci antitumorali. La disponibilità di questa tecnologia permetterà ai ricercatori del Campus di Germaneto di offrire un essenziale supporto tecnologico agli studi di terapia sperimentale delle neoplasie umane. Un importante obiettivo che i ricercatori ora si prefiggono è quello di offrire quest'analisi a tutti i pazienti che si recano alla Fondazione per essere sottoposti a trattamenti chemioterapici. Questa tecnologia potrà quindi essere al più presto offerta anche ai pazienti afferenti alle altre unità della Regione, in un modello a rete che costituisce fine istituzionale della Fondazione Tommaso Campanella stessa. La medicina personalizzata, per tanti anni auspicata da tutta la comunità scientifica e su cui l'UMG e la Fondazione Campanella hanno molto investito in termini di tecnologia e attività sperimentale, comincia a divenire quanto mai reale. Questo concreto risultato ottenuto nell'ambito del Campus Salvatore Venuta deve sicuramente un forte riconoscimento alle risorse fornite dall'alleanza strategica Regione Calabria-Università Magna Grecia che nella Fondazione Campanella ha reso possibile per la prima volta in Italia questo importante traguardo.