Studio italiano: pericolo colesterolo, favorisce anche il tumore

   

(Il Sole 24 ore, Sanità, 13/04/2010)

Paralizzato dal tumore, ingannato dal colesterolo. Così il sistema immunitario scopre il fianco alle cellule "cattive". I ricercatori del San Raffaele di Milano hanno scoperto un nuovo meccanismo attraverso cui i tumori inibiscono le difese immunitarie, crescendo e diffondendosi in modo incontrollato. Un percorso che si può invertire, spiegano i ricercatori nello studio pubblicato su Nature Medicine.
Le astuzie del tumore - È noto che il sistema immunitario è in grado di riconoscere ed eliminare le cellule neoplastiche. Tuttavia, i tumori mettono in opera numerosi meccanismi per sfuggire a tale controllo. L’équipe di scienziati ha scoperto che molti tumori crescono indisturbati grazie alla produzione di ligandi di LXR, molecole derivate dal colesterolo. Questi metaboliti del colesterolo “imprigionano” alcune cellule del sistema immunitario, le cellule dendritiche, impedendogli fare pulizia di quelle malate.
Lo studio - Aver visto come i tumori paralizzano “le sentinelle” che dovrebbero fare da scudo ha permesso infatti di individuare una terapia che sarebbe in grado di ripristinare il funzionamento del sistema immunitario. Un passo avanti nella conoscenza dei meccanismi biologici "che rendono i tumori insensibili all’attacco delle cellule del sistema immunitario", spiega Vincenzo Russo, dell`Unità di Terapia Genica dei Tumori dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele, che ha coordinato lo studio in collaborazione con Catia Traversari di MolMed S.p.A. e ricercatori dell’Università di Milano e del Karolinska Institutet di Stoccolma. La sperimentazione - Nel corso della ricerca è stata identificata una classe di molecole, utilizzate in medicina per diminuire il colesterolo plasmatico, in grado di bloccare la produzione di metaboliti del colesterolo. Nei topi trattati con questa terapia, il sistema immunitario si è
riattivato e il tumore è regredito. Stimolare il sistema immunitario per reagire all`aggressione dei tumori potrebbe essere la via maestra, grazie "all`identificazione di nuovi target terapeutici - continua Russo - che consentiranno di mettere a punto, nei prossimi anni, nuove terapie antitumorali”.
La chemioterapia altera il gusto
La riduzione dell'assunzione di cibo e, quindi, dell'apporto energetico in pazienti oncologici sottoposti a chemioterapia sono associate ad alterazioni del gusto che, secondo uno studio pubblicato su Nutrition Journal, potrebbero rappresentare importanti fattori nello sviluppo di malnutrizione in questi pazienti. L'indagine, a cui hanno partecipato anche alcuni ricercatori italiani, è stata coordinata da Karla Sánchez- Lara dell'Oncology Center Diana Laura Riojas de Colosio, Médica Sur Clinic and Foundation di Città del Messico. Per 30 individui con diagnosi di cancro, al loro secondo ciclo di chemioterapia, e 30 persone sane, è stata valutata, attraverso specifici questionari, la sensibilità a tre differenti sapori: dolce (saccarosio); amaro (urea) e un terzo definito "umami" (glutammato sodico). Per i malati, rispetto ai controlli, sono state riscontrate soglie di percezione del dolce (6,4 vs 4,4 mol/ml) e di riconoscimento dell'amaro (100 vs 95 mol/ml) più elevate. Coloro che percepivano il sapore dolce, in maniera alterata, hanno ridotto l'apporto calorico giornaliero (2.043 vs 1.586 kcal) e l'assunzione di proteine (81,4 vs 54 g/ giorno), carboidrati (246 vs 192 g/giorno) e zinco (19 vs 11 mg/giorno), rispetto agli individui senza disturbi sensoriali. A causa della modificata sensibilità al sapore dolce, nei pazienti non è stato soddisfatto il fabbisogno energetico con conseguente perdita di peso.