Siamo tutte belle

   

 (www.famigliacristiana.it, dossier a cura di Annachiara Valle, 10/06/2010)

All'ospedale Sacco di Milano si sperimenta il "trucco oncologico", per insegnare a piacersi durante e dopo la malattia. Un'esperienza di solidarietà al femminile.

“Non vogliamo solo curare le malattie, ma prenderci cura delle persone”. Alberto Scanni, direttore generale dell’Ospedale Sacco, di Milano, sintetizza così la decisione della struttura – la prima pubblica nel capoluogo lombardo - di avviare l’esperimento “La forza e il sorriso. Laboratori di make up a favore di donne in trattamento oncologico”.
L’esperimento, fortemente voluto dall’Andos, l’Associazione nazionale donne operate al seno, è partito il 25 febbraio. Ogni tre settimane due ore di spensieratezza per imparare a curare la propria pelle, scegliere il trucco più adeguato alle proprie caratteristiche, nascondere i segni degli effetti collaterali della chemioterapia. L’Unipro, l’associazione italiana delle imprese cosmetiche fornisce a ognuna una valigetta di prodotti delle migliori marche con tutto il necessario per un make up completo. In turni di sei, al massimo otto persone, le donne sono accompagnate alla riscoperta della propria femminilità. I corsi, ai quali si può partecipare anche più di una volta riportando il proprio beauty, si svolgono nel reparto di oncologia dell’Ospedale Sacco, reparto diretto dalla dottoressa e psicologa Elena Piazza.
Il progetto “La forza e il sorriso” è nato nel dicembre del 2006 a livello nazionale, ma solo adesso sta prendendo avvio anche negli ospedali pubblici. Si ispira al progetto internazionale “Look good... feel better”, “Appari bella... ti sentirai meglio”.
Impariamo a truccarci
“Ma davvero i capelli ti sono ricresciuti in così poco tempo?”. Roberta guarda sbalordita la sua “amica di trucco” che ha smesso di fare chemioterapia a febbraio. Oggi il suo viso è incorniciato da una bella chioma sbarazzina. “Allora anche a me possono ricrescere”, sorride soddisfatta. Stefania si disegna le ciglia. La madre la osserva cauta: “Sembrano vere, anche più belle di quelle che sono cadute”. Sono otto attorno al tavolo quadrato, alcune di loro hanno appeso le parrucche all’appendiabiti, senza imbarazzi “perché tra di noi possiamo non nasconderci nulla”.
E mentre si dipingono il viso con fard e ombretti le confidenze volano leggere. Anche gli argomenti più sofferti sono affrontati con ironia e una serenità non ostentata. “Qui posso essere me stessa”, confida una di loro, “mentre a casa devo fingere. Non ho detto nulla a mia madre per non farla preoccupare e quindi non posso parlare di niente che abbia a che fare con quanto mi sta accadendo”. Gli specchietti tondi che ciascuna ha in mano rimandano immagini di donne che sembrano tornate ragazzine. “Mi sa che oggi trovo marito”, dice Sandra, “visto che il primo l’ho perso quando avevo 45 anni”. “Ma io ti batto”, incalza un’altra, “sono rimasta vedova a 37 anni”. Sorridono tutte e per una volta anche il dolore ha un aspetto meno duro. I volti si illuminano, lo sguardo luccica in questi volti che diventano belli. Anzi bellissimi.
Volontarie, anzi amiche
Paola Bertolini è stata operata 18 anni fa. Oggi è una delle volontarie più attente e partecipi dell’Andos, associazione nazionale donne operate al seno. “La mia presenza qui”, dice, “ha anche il ruolo della testimonianza. E’ molto importante avere accanto persone che ti vogliono bene, e anche qualcuno che sia passato dalla stessa esperienza. Dà forza il racconto di chi ha già affrontato le medesime difficoltà”.
Fuori dalla porta dove si sta svolgendo la lezione di trucco, Paola spiega il senso di questa iniziativa che è “soprattutto una prova di amicizia”. Qui, infatti, si creano legami che vanno anche al di là delle due ore passate con i cosmetici in mano. “Molte di loro”, aggiunge Luisella Ferrari, psicologa dell’Andos, “chiedono poi di parlare sia qui in ospedale che nella nostra sede di via Lanzone. “Abbiamo un’esperienza di oltre 30 anni da sempre improntiamo la nostra azione sul recupero del
senso di benessere e di piacere, elementi di grande importanza nell’affrontare il superamento della malattia e il recupero della serenità durante e dopo la chemioterapia”.
L’iniziativa La forza e il sorriso” ha come obiettivo “proprio quello di insistere sul piacere”. E in questo fondamentale è anche l’approccio delle due estetiste che prestano gratuitamente la propria opera per le lezioni. “Per questo si svolgono di lunedì, quando i parrucchieri sono chiusi e noi siamo libere”, dice Ilaria. Pennelli in mano sta spiegando che il fard si mette “dallo zigomo verso la guancia e non viceversa come fanno tutte”. Il sorriso sbarazzino incanta le “allieve”, mentre Sabrina da consigli su come valorizzare e rinforzare i capelli appena cresciuti e su come scegliere la parrucca più adatta. “Non è solo lezione di trucco”, conclude Paola, “ma esperienza di complicità tutta femminile e di solidarietà profonda”.