Nell'UE meno decessi dovuti al cancro

   

(Molecularlab, Fonte: Cordis (29/09/2010)

Con la crisi la riduzione dei costi ottenuta grazie all'adozione di abitudini di vita più sane potrebbe aiutare molti a evitare il cancro

Un numero speciale dello European Journal of Cancer (EJC), pubblicato il 13 settembre, riporta che, anche se nell'UE meno persone muoiono a causa del cancro, l'incidenza di questa malattia è aumentata di quasi il 20% dal 2002 al 2008. Gli studi presentati nel EJC, che è la rivista ufficiale dell'Organizzazione europea del cancro (ECCO), sono stati finanziati dal progetto EUROCADET ("The impact of key determinants on the current and future burden of cancer in Europe"), che ha ricevuto più di 987.000 EUR nell'ambito dell'attività trasversale "Research for policy support" del Sesto programma quadro (6°PQ).
In uno degli studi presentati nel EJC, il dott. José M. Martin-Morena dell'università di Valencia in Spagna ha detto che l'attuale crisi economica in Europa potrebbe avere degli effetti sull'incidenza di questa malattia in moltissime aree. I governi e le aziende farmaceutiche, ad esempio, potrebbero essere spinte a ridurre drasticamente i budget per la ricerca e lo sviluppo (R&S); le donazioni pubbliche alla ricerca contro il cancro da parte di organizzazioni di beneficenza potrebbero crollare; e probabilmente aumenterà anche l'esposizione sul posto di lavoro alle sostanze cancerogene.
"Sia le aziende private che i governi tendono a prendere delle scorciatoie nei controlli di sicurezza sul lavoro durante i periodi di crisi economica," ha spiegato il dott. Martin-Moreno. "Questo è particolarmente vero nelle piccole aziende e nei paesi in via di sviluppo."
Uno studio in Corea del Sud, condotto alla fine degli anni novanta del secolo scorso, scoprì che i tagli ai costi per la salute e la sicurezza erano direttamente collegati alla capacità dei singoli di evitare la bancarotta. "Questo esemplifica la terribile scelta che le aziende devono compiere nei periodi di recessione economica: ridurre la sicurezza dei lavoratori o la rovina economica," ha aggiunto il dott. Martin-Moreno. "Per le industrie con livelli potenzialmente alti di contaminazione da sostanze cancerogene, come le miniere, questa conseguenza è ancora più grave.
I ricercatori hanno sottolineato che la prevenzione del cancro comprende vari fattori, quali la genetica, l'ambiente, il lavoro, le scelte nello stile di vita, le infezioni e l'accesso alla prevenzione sanitaria.
Quindi, idealmente, gli sforzi per tenere sotto controllo questa malattia dovrebbero coincidere con gli sforzi per controllare l'ipertensione come anche con quelli per limitare le emissioni di gas serra. Secondo i ricercatori, la gente si deve rimboccare le maniche e agire al fine di prevenire l'ulteriore diffusione del cancro. Quando il cancro aumenta, è la gente a pagarne il prezzo. Anche i sistemi sanitari ne sentono la pressione, poiché i costi aumentano rapidamente e le risorse per la cura e il trattamento vengono sfruttate al limite.
Gli esperti ritengono tuttavia che, con un piccolo sforzo, la prevenzione del cancro potrebbe essere migliorata durante i periodi di crisi e non, al contrario, indebolita. La riduzione dei costi ottenuta grazie all'adozione di abitudini di vita più sane potrebbe aiutare molti a evitare il cancro. "Anche i governi potrebbero fare la loro parte cogliendo l'opportunità per imporre tasse più elevate su tabacco, alcol e altri prodotti malsani come i grassi insaturi o gli zuccheri raffinati e per incanalare le entrate così ottenute verso la creazione di posti di lavoro nella prevenzione e nei programmi di benessere sociale," ha aggiunto il dott. Martin-Moreno.
In un altro studio, la dott.ssa Esther de Vries del Erasmus Medical Centre di Rotterdam nei Paesi Bassi ha esaminato con alcuni colleghi in che modo la prevenzione dell'aumento di peso e la promozione dell'attività fisica influenzi l'incidenza del cancro al colon in sette paesi europei (Repubblica ceca, Danimarca, Spagna, Francia, Lettonia, Paesi Bassi e Regno Unito).
Dal 1975 l'incidenza del cancro al colon in Europa è aumentata fino a rappresentare, nel 2008, oltre il 13% di tutte le neoplasie. In Europa il cancro del colon è la seconda causa di morte per cancro.
"Eppure sappiamo che un gran numero di casi di cancro al colon potrebbe essere evitato riducendo l'esposizione a fattori di rischio, tra cui i due più facilmente controllabili sono la mancanza di attività fisica e l'eccesso di peso'', spiega il dott. Andrew Renehan dell'Università di Manchester nel Regno Unito, uno dei co- autori dello studio.
L'inattività fisica provoca un aumento dell'indice di massa corporea (IMC), mentre una maggiore attività fisica aiuta le persone a evitare l'aumento di peso. Si deve però sottolineare che un aumento dell'attività fisica non necessariamente produce una perdita di peso nelle persone in sovrappeso.
Tutto considerato, i ricercatori sono consapevoli che cambiare le abitudini di vita non è facile. "Possiamo dire con sicurezza che aumentare il livello di attività fisica in tutta Europa, portandolo a quello già raggiunto nei Paesi Bassi, dove tutti vanno in bicicletta, rappresenterebbe un beneficio sostanziale," ha spiegato il professor Jan-Willem Coebergh della Erasmus University, uno dei curatori del numero speciale. "Ma avremo sempre bisogno di prove certe prima di poter mettere in atto strategie di prevenzione."
Da parte sua, il professor Michael Baumann della clinica universitaria e facoltà di medicina di Dresda, in Germania, e presidente della ECCO ha detto: "Oggi la prevenzione del cancro potrebbe non essere il primo pensiero dei responsabili delle politiche, ma essa è ora più importante che mai. Ci auguriamo che le numerose prove fornite in questo numero speciale del EJC li aiuteranno a decidere di intraprendere la giusta strada e di compiere passi decisivi per la riduzione dell'incidenza del cancro in Europa negli anni a venire."