Quella relazione pericolosa fra cancro e diabete

   

(Sportello Cancro, Vera Martinella (Fondazione Veronesi), 13 settembre 2010)

Età avanzata, soprappeso, dieta sbagliata e sedentarietà sono un fattore di rischio per entrambe le malattie. I diabetici hanno un motivo in più per fare gli screening

MILANO – C’è un legame certo fra cancro e diabete. Lo ha sancito recentemente un documento degli esperti della American Diabetes Association dopo un'analisi su quanto emerso sul tema dagli ultimi studi scientifici. Ne è risultato che diabete di tipo 2 (in cui rientra la quasi totalità dei casi, il 90-95 per cento di tutte le forme) e tumori hanno senza dubbio dei fattori di rischio comuni. Esisterebbero anche delle relazioni biologiche, che però non sono ancora del tutto chiare. Infine, le terapie contro il diabete potrebbero accrescere il pericolo di sviluppare un tumore o influenzare la prognosi di chi si ammala di cancro. «Sia ben chiaro, però: non ci sono motivi di allarme per i pazienti diabetici che hanno solo un buon motivo in più per seguire scrupolosamente i programmi di screening anticancro validi per tutte le altre persone» chiarisce Adelmo Antonucci, responsabile della chirurgia generale ed epato- bilio-pancreatica dell’ospedale San Salvatore de L’Aquila.
ETÀ, OBESITÀ’, DIETA E «PIGRIZIA»: I SOLITI SOSPETTI - Comunque, i numeri contenuti parlano chiaro: l’evidenza statistica dimostra che chi soffre di diabete è esposto a un rischio significativamente elevato di ammalarsi diverse forme di tumore, in particolare a fegato, pancreas, endometrio, colon-retto, seno e vescica. Minori – rispetto alla norma – sono invece le probabilità di vedersi diagnosticare un carcinoma prostatico. A cosa si deve questa «relazione pericolosa»? Secondo gli scienziati i nessi si giocano in parte sui fattori di rischio che accomunano le due patologie: «L’età avanzata, l’obesità, una dieta scorretta e la mancanza di
attività fisica – spiega Antonucci – sono elementi che favoriscono l’insorgere di una neoplasia e del diabete». Alcune ricerche, poi, ipotizzano un legame diretto anche su alcuni meccanismi scatenanti comuni, quali le infiammazioni, l’iperglicemia e l’iperinsulinemia. Ipotesi che però vanno approfondite.
INDIZI SUI MEDICINALI ANTIDIABETE - Da indagare più a fondo sono anche i sospetti sul nesso fra farmaci antidiabete e cancro. La realtà che affiora da alcuni studi suggerisce che certi medicinali usati nel trattamento dell’iperglicemia possano essere collegati a un pericolo maggiore o minore di ammalarsi di tumore. Chi prende metformina (un antidiabetico orale), ad esempio, sembrerebbe più «protetto» dai tumori, mentre varrebbe il contrario per i pazienti curati con insulina esogena. Sono però informazioni parziali, per ora non c’è nulla di scientificamente provato. Solo indizi che vanno analizzati, su ricerche più mirate e su ampi numeri di pazienti, per avere dati certi.
UNO STILE DI VITA SANO? PREVIENE E CURA SIA IL CANCRO CHE IL DIABETE – A fronte di queste informazioni, cosa dovrebbero fare quindi i diabetici? Innanzitutto continuare a curarsi con i medicinali loro prescritti, concordano gli esperti americani e nostrani. E, soprattutto, sottoporsi regolarmente ai controlli gratuiti previsti dagli screening oncologici nazionali: mammografia ogni due anni per le donnefrai50ei69anni,Paptestognitreperle donne fra i 25 e i 64, ricerca del sangue occulto nelle feci per maschi e femmine tra i 50 e i 70. «Dovrebbe poi essere chiaro a tutti i pazienti, che la terapia più efficace contro il diabete è la ricerca di uno stile di vita sano - chiari Gabriele Riccardi, presidente della Società italiana di Diabetologia -. E’ ormai stato dimostrato che seguire un’alimentazione corretta, fare regolarmente attività fisica e tenere il peso sotto controllo riduce il rischio di ammalarsi sia di diabete che di cancro e migliora l’esito delle cure».