Collegato lavoro - modificato dello art. 33 della Legge 104/1992

   

(Elisabetta Iannelli, Segretario Generale FAVO V. Presidente AIMac)

Lo scorso 19 ottobre 2010 la Camera ha approvato in via definitiva il c.d. "Collegato lavoro" che ha modificato l'articolo 33 della Legge 104/1992 sui permessi lavorativi (impiego pubblico e privato) per i disabili con handicap in situazione di gravità e per i familiari che li assistono.
Le modifiche più rilevanti introdotte dalla nuova norma, che sostituisce completamente il vecchio art.33 L.104/92, riguardano:

  • i beneficiari dei permessi (familiari anche non conviventi della persona da assistere). Viene introdotta una distinzione tra i due gruppi (genitori, coniuge, parenti e affini fino al secondo grado da una parte; parenti e affini fino al terzo grado dall'altra) che condiziona la fruibilità dei permessi per i parenti ed affini fino al terzo grado alla mancanza di altri parenti più prossimi abili ad assistere la persona con handicap grave. Rispetto alla previgente disciplina, inoltre, non è più richiesto che l'assistenza sia esclusiva e continuativa.
  • la scelta o il trasferimento della sede di lavoro del familiare della persona da assistere. E' stato corretto il testo precedente che sanciva il diritto del lavoratore di scegliere la sede di lavoro ed il divieto di essere trasferito dalla sede di lavoro più vicina al "proprio" domicilio e non a quello "della persona da assistere".
  • i controlli sulla legittimità di fruizione dei permessi e monitoraggio dei dati.Sono previsti controlli sull'utilizzo dei permessi in esame con conseguente decadenza dal beneficio in caso di abuso. Inoltre, i dati relativi ai lavoratori che usufruiscono dei permessi, del rapporto di parentela che li lega ai loro assistiti, al numero di ore utilizzate verranno trattati dal Dipartimento della Funzione Pubblica per monitorare la situazione,
  • Le associazioni storiche UIC, ENS e ANMIC. Nella nuova norma viene ribadito che le ASL devono inviare a UIC, ENS e ANMIC i nominativi delle persone sottoposte a visita. Ancorché si tratti dei soli dati relativi a nome, cognome ed indirizzo, rimane il fatto che si tratta di contatti "sensibili" poiché rivolti a persone che, evidentemente, hanno problemi di salute e potrebbero non aver piacere di essere contattate, come avviene, dalle dette associazioni che offrono i loro servizi. Inoltre non appare logico né giustificabile la scelta del legislatore di privilegiare determinate associazioni e non altre che spesso hanno una competenza specifica in materia superiore alle tre indicate dalla norma.