Giocando d'anticipo si vince la battaglia al tumore al seno

   

L’Arena.it, Lorenza Costantino, 18/10/2010

PREVENZIONE. Le volontarie dell'Andos in Bra hanno informato le donne sulla necessità della diagnosi precoce Il Veneto, con 4.300 nuovi casi l'anno, è seconda in Italia Ma le guarigioni sfiorano ormai il 90 per cento delle patologie. 
La speranza è rosa. L'altra sera, l'Arena si è illuminata con il colore delle donne per simboleggiare la lotta contro il tumore al seno.
E ieri le volontarie dell'Andos (Associazione nazionale donne operate al seno), con la presidente provinciale Annamaria Nalini, hanno trascorso l'intera giornata in piazza Bra per la campagna di sensibilizzazione. Al banchetto si distribuivano opuscoli informativi e si raccoglievano fondi per la ricerca attraverso la vendita di ciclamini. Si accettavano anche prenotazioni per la mammografia, esame fondamentale per individuare il male sul nascere.

Pur con l'ostacolo della pioggia, le richieste sono state una ventina: non poche, se si pensa che l'anno scorso, su 17 controlli, sono stati diagnosticati precocemente tre tumori. SITUAZIONE. La prevenzione e la diagnosi precoce sono le due armi principali per combattere questo male, che è il tumore più frequente nelle donne (25%) e, tra tutti, il più aggressivo, con un tasso di mortalità del 17% sul totale dei decessi femminili per causa oncologica.

Il Veneto, con circa 4.300 nuovi casi all'anno, è al secondo posto in Italia nella lista nera del cancro al seno, e al terzo per il numero di donne che convivono con la malattia. Il tumore è provocato dal moltiplicarsi di cellule maligne su ghiandola mammaria e tessuti circostanti. I fattori di rischio? Età superiore ai 50 anni, familiarità, alta esposizione agli ormoni estrogeni, e poi fumo, obesità, alimentazione scorretta.
Ma se i casi aumentano, anche per l'invecchiamento della popolazione, oggi si guarisce molto di più e meglio di un tempo, grazie a interventi più efficaci e meno invasivi e a una diagnosi precoce che offre una prospettiva di guarigione di circa il 90%. Consiglio dell'Andos: «Non saltare lo screening biennale al quale sono invitate le donne tra i 50 e i 69 anni, cioè la fascia più a rischio», dice Nalini. «E per tutte le altre, programmare controlli senologici regolari».

FONDI E RICERCA. Ieri, al banchetto dell'Andos è passato per un saluto anche Giovanni Rana. Dal suo Pastificio la onlus ha ricevuto una cospicua donazione per portare avanti, a casa nostra, due importanti progetti. Il primo riguarda la ricerca sul trattamento della mastite carcinomatosa, una neoplasia mammaria molto aggressiva e, purtroppo, frequente. Se ne occupa il dipartimento di Scienze anestesiologiche e chirurgiche dell'Università, al Policlinico di Borgo Roma, attraverso lo studio di oltre 100 casi.
Il secondo progetto, seguito dal Gsv (Gruppo senologico veronese) con la guida dell'oncologo Annamaria Molino, vuole liberare le pazienti dal calvario degli esami svolti in tempi e sedi diverse, razionalizzando l'iter, con il massimo dell'assistenza sanitaria e psicologica. La donazione dell'azienda Rana rientra anche nella raccolta fondi per l'acquisto di apparecchiature per la pressoterapia, necessaria alla risoluzione del linfedema, la cosiddetta sindrome del «braccio grosso», che può insorgere dopo l'intervento al seno.
APPUNTAMENTI. A breve, l'Andos girerà le circoscrizioni per proseguire la sua campagna di sensibilizzazione. Gli opuscoli informativi saranno spediti a tutte le famiglie. Le tappe si allargano anche alla provincia: tra venerdì 22 e domenica 24 l'Andos sarà a Colognola ai Colli.