«Mammografia fino ai 75 anni»

   

(Sportello Cancro, Donatella Barus (Fondazione Veronesi), 29/10/2010)

Gli esperti considerano superati i 69 anni come limite d'età per raccomandare lo screening contro i tumori del seno. Non è mai troppo tardi per fare prevenzione
MILANO - L’età avanzata non è un motivo valido per gettare la spugna della prevenzione. Anche dopo i 70 le donne dovrebbero continuare ad essere invitate a sottoporsi a mammografia periodica. È quanto chiedono gli esperti italiani, riuniti all’Istituto Humanitas di Rozzano (Milano) per una due giorni dedicata al tumore mammario nelle pazienti anziane.
È ORA DI CAMBIARE - Su dieci donne che si ammalano di tumore al seno, quattro hanno più di 65 anni. Si tratta di 18-20 mila persone
ogni anno e a loro gli esperti italiani hanno dedicato un incontro, organizzato dalla Scuola Italiana di Senologia. Fra gli argomenti trattati, uno particolarmente scottante: la prevenzione dimenticata per la terza età. Oggi in Italia lo screening mammografico è raccomandato fino ai 69 anni (ci sono poi delle variazioni a livello locale). Significa che tutte le donne, anche senza segni di malattia, ricevono ogni due anni un invito a presentarsi per una mammografia gratuita, senza bisogno di impegnativa del medico né alcun ticket da pagare. Si tratta però di un’impostazione pensata vent’anni fa e ormai superata, spiega Corrado Tinterri, responsabile della Senologia in Humanitas: «Come minimo occorra allargare la forbice delle fasce d’età coinvolte, partendo almeno dai 45 anni e lasciando dentro le donne con più di 70 anni, che sono più colpite dalla malattia rispetto alle giovani, hanno una prognosi peggiore e hanno un’aspettativa di vita di circa 18 anni. In più, sono donne già inserite in programmi di screening da anni e che vengono in un certo senso abbandonate». I numeri fanno una certa impressione: «Su poco meno di 40 mila nuovi casi di tumore mammario attesi ogni anno - dice Tinterri -, solo 6 mila si scoprono grazie allo screening. Vuol dire che ce ne sono almeno 30mila che non sappiamo come intercettare».
ALMENO FINO AI 75 ANNI - «Così, può capitare la paziente di 75 anni con un tumore ormai palpabile, che si domanda come sia possibile: «Chi prima mi diceva di fare lo screening, ora mi ha detto che non era più necessario».
È una situazione non più accettabile» racconta Lazzaro Repetto, direttore dell’unità operativa di Oncologia dell’Irccs Inrca (Istituto nazionale di ricovero e cura per gli anziani) di Roma. «Il limite dei 69 anni è ormai superato dalla pratica clinica e dalla demografia e andrebbe innalzato a 74-75 anni, proseguendo poi valutando caso per caso» prosegue Repetto.
LA PREVENZIONE CONTINUA - A scanso di equivoci, è importante ricordare che, anche dopo il settantesimo compleanno, le donne possono continuare a fare prevenzione (anzi, è importante che la facciano). Possono andare dal medico di famiglia e chiedere una prescrizione per fare la mammografia. «Sì, ma ricevere l’invito a casa è importante, soprattutto per donne che già sono abituate all’appuntamento ogni due anni con il radiologo. Non dimentichiamo che sono persone per le quali è più alto il rischio di ammalarsi, è più alto il rischio di soccombere alla malattia e hanno di fronte a ancora molti anni da vivere.
Inoltre, il numero di queste pazienti aumenta di pari passo con l’aumento dell’età media della popolazione, quindi non è più possibile ignorare il problema, oppure in futuro il peso sociale ed economico della malattia diverrà schiacciante».
ANZIANI E TUMORI, QUANTE BUFALE - È necessario sfatare alcuni luoghi comuni sui tumori nelle anziane, raccomanda Lazzaro Repetto: «Non è vero che si ammalano di meno, perché si rileva un calo nell’incidenza del tumore al seno solo dopo gli 85 anni, e non è vero che la malattia sia più lenta o meno aggressiva, anzi, la prognosi è peggiore rispetto alle più giovani. Per questo occorre insistere sulla prevenzione e migliorare l’approccio terapeutico, includendo anche una adeguata valutazione geriatrica come elemento di routine nel percorso di cura (l’Aiom, che riunisce gli oncologi italiani, ha attivato un tavolo per arrivare alla standardizzazione della valutazione geriatrica). Solo così, infatti, sarà possibile rilevare le fragilità della singola paziente ancora all’inizio delle terapie e personalizzare i trattamenti nella maniera più efficace e sicura per lei».
NON È MAI TROPPO TARDI - La prevenzione - vale la pena ribadirlo - non si fa solo con la mammografia, ma è uno stile di vita. Ecco il consiglio di Lazzaro Repetto: «Smettere di fumare, adottare una dieta sana e fare movimento sono scelte che hanno un immediato impatto positivo sulla salute, indipendentemente dalla data di nascita».