Una crema salva la pelle dalla chemio

   

(Sportello Cancro, Vera Martinella(Fondazione Veronesi) 15/10/2010)

Distribuita gratis nei reparti di oncologia, la lozione alla vitamina K funziona contro gli effetti collaterali di cetuximab: rash cutaneo, arrossamenti, prurito
MILANO - Rash cutaneo, secchezza e desquamazione della pelle, gonfiore o arrossamento facciale, prurito. Sono i principali e i più fastidiosi effetti collaterali che possono verificarsi durante la chemioterapia con cetuximab, anticorpo monoclonale utilizzato nella terapia dei tumori di testa e collo e del colon retto. Ora però è disponibile una nuova crema a base di vitamina K1 capace di bloccare i processi infiammatori e riparare i danni alla pelle.
CONSEGUENZE INDESIDERATE - Si tratta di disturbi frequenti che riguardano la maggioranza dei pazienti (fra il 60 e l’80 per cento) sottoposti a terapia con questo anticorpo monoclonale e che, nei casi più gravi (fra il 5 e il 20 per cento), possono comportare la riduzione del dosaggio o addirittura l’interruzione del trattamento anticancro. «Fino a oggi non esistevano soluzioni efficaci per gestire i problemi alla pelle - spiega Carmine Pinto, responsabile per i tumori gastroenterici dell’Oncologia medica al Policlinico Sant’Orsola Malpigli di Bologna, durante la presentazione della pomata nei giorni scorsi a Milano -. L’intensità del rash o della xerosi (secchezza e desquamazione della pelle, ndr) o la comparsa di pustole pruriginose soprattutto sul volto e sul tronco possono diventare un ostacolo insormontabile in pazienti per i quali è molto importante prestare attenzione alla qualità di vita». La cura con cetuximab, infatti, è indicata per il carcinoma di testa e collo o per quello colon-rettale in fase
metastatica, quindi in malati con una patologia avanzata che devono sottoporsi a più linee di chemioterapia. «Questo medicinale - chiarisce Carlo Barone, direttore dell’Oncologia medica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma - è un anti-Egrf (gene recettore per il fattore di crescita dell’epidermide) il cui meccanismo di azione interferisce con la normale proliferazione delle cellule della pelle, causando così problemi cutanei più o meno gravi».
UNA CREMA RIPARA I DANNI ALLA PELLE - Con l’uso topico della nuova crema alla vitamina K1 (studiata e creata dalla casa farmaceutica Merck Serono, produttrice anche di cetuximab), invece, è possibile riattivare il normale processo di crescita dell’epidermide, riducendo notevolmente la frequenza e l’intensità del rash cutaneo, senza interferire sull’efficacia del trattamento antitumorale. In un test effettuato su 120 pazienti la pomata - applicata due volte al giorno - ha dimostrato di essere ben tollerata anche per un lungo periodo di trattamento, di attenuare gli arrossamenti e l’intensità del rash (riduzione di grado) e di lenire il prurito, permettendo ai medici di mantenere i tempi e le dosi previste di terapia. «Si tratta di un dispositivo medico con un’azione rigenerante, idratante e normalizzante che non induce alcun tipo di tossicità - conclude Alberto Sobrero, primario di Oncologia al San Martino di Genova -. In pratica forma una pellicola che consente di preservare la funzione di barriera dagli agenti esterni che potrebbero infettare l’epidermide nel caso di alterazioni cutanee». La crema verrà distribuita gratuitamente nei reparti oncologici di tutti gli ospedali italiani e, sottolineano i produttori, non può essere usata per patologie cutanee che non siano quelle causate dalle conseguenze di cetuximab. Si potrà invece valutare in futuro una sua efficacia contro gli effetti indesiderati di altri farmaci oncologici anti-Egfr.