Scoperta la proteina oncosopressore MsrA

   

Redazione MolecularLab.it (03/11/2010)

La proteina MsrA svolge un ruolo oncosopressore nelle cellule tumorali: nuove interessanti prospettive per la diagnosi precoce e la cura del cancro

E' stata scoperta una proteina in grado di bloccare lo sviluppo del cancro. Si tratta della proteina MsrA, un oncosoppressore, codificata dall'omonimo gene che viene attivato nei batteri in condizioni di stress causato da composti chimici. Questo gene è stato scoperto nel 2001 durante uno studio condotto su questi microrganismi che erano in grado si degradare composti tossici presenti nell'ambiente, come ad esempio i pesticidi.
Questa ricerca è stata condotta dai gruppi di ricerca del Cesi, il centro di Scienze dell'invecchiamento della fondazione Università Gabriele D'Annunzio di Chieti e dell'Istituto Mario Negri Sud di Santa Maria Imbaro. Bartolo Favaloro, coautore della ricerca e coordinatore del gruppo di regolazione genica del Cesi ha spiegato:"Nei batteri, durante la degradazione delle sostanze nocive aumentava il livello di stress ossidativo e anche la quantità di MsrA e questo faceva supporre che la proteina li proteggesse da una possibile morte causata da queste condizioni".
Lo stress ossidativo, nelle cellule tumorali umane, può invece giocare un ruolo opposto ovvero favorirne la crescita. Lo scopo del gruppo di ricerca era quindi quello di capire se la proteina MsrA svolge un ruolo protettivo anche nelle cellule umane. Spiega Favaloro: "Abbiamo prima comparato le quantità di questa proteina in tessuti sani e tumorali,
utilizzando come modello di studio il cancro al seno e abbiamo visto che effettivamente nelle cellule tumorali i livelli dell'MsrA erano più bassi. Quindi abbiamo presupposto che la proteina potesse svolgere un ruolo da oncosoppressore. Per avere ulteriori riscontri, abbiamo poi coltivato in laboratorio cellule di carcinoma mammario umane e con tecniche di biologia molecolare abbiamo spento il gene MsrA. La quantità di proteina nelle cellule è diminuita e sono diventate più aggressive".
I risultati ottenuti da questo gruppo di lavoro sembrano confermare il ruolo antitumorale di questa molecola. Conclude Favaloro: "Questa scoperta aggiunge un ulteriore tassello alla comprensione dei meccanismi coinvolti nella crescita tumorale. L'identificazione di farmaci in grado di ripristinare i normali livelli di questa proteina nei tumori potrebbe costituire una nuova via per la lotta al cancro". La ricerca è stata pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas) e sulla rivista Science-Business eXchange.