Tecnologie fotovoltaiche per ridurre la tossicità della chemioterapia

   

 Sanità News, 2/11/2010

La nanomedicina punta sulle nuove tecnologie fotovoltaiche per ridurre la tossicita' delle terapie chemioterapiche per combattere i tumori. La strada e' stata aperta nel corso del AVS 57th International Symposium & Exhibition di Albuquerque, in New Mexico, da un gruppo di ricerca coordinato da Tao Xu dell'Universita' del Texas.
I ricercatori hanno aperto una finestra sul futuro e hanno discusso le potenzialita' di un nuovo strumento per il trattamento dei tumori. Si tratta di celle fotovoltaiche miniaturizzate, grandi dai 300 ai 500 micrometri. Impiantando queste mini-celle fotovoltaiche all'interno di una cellula sarebbe possibile controllare la somministrazione
degli agenti chemioterapici in modo da renderli meno dannosi per l'organismo. Ovviamente, solo dopo aver dimostrato la assoluta mancanza di tossicita' delle stesse celle.
Le attuali terapie anti-tumorali consistono nella somministrazione di farmaci attraverso il circolo sanguigno. Ma in questo modo, prima di arrivare a destinazione, gli agenti chemioterapici entrano in contatto con gli altri tessuti dell'organismo danneggiandoli. Per cercare di alleviare gli effetti collaterali della chemioterapia, la ricerca sta quindi lavorando allo sviluppo di farmaci intelligenti, che colpiscano direttamente le cellule tumorali bersaglio lasciando indisturbati gli altri tessuti. L'idea sviluppata dall'equipe di Tao Xu e' quella di impiegare luce infrarossa o laser, in grado di penetrare nei tessuti sino a 10 centimetri di profondita', per attivare delle celle fotovoltaiche in miniatura 'caricate' con il farmaco anti- tumorale.