5/1000 tagliato

   

(Elisabetta Bianchetti Area Comunicazione - Associazione Ciessevi)

E' stato approvato il maxiemendamento alla legge di stabilità che opera un taglio del 75% rispetto al 2010 sulle risorse che provenivano dal 5 per mille. Un «offesa a tutto il mondo del volontariato» è il commento del Presidente di Ciessevi, Lino Lacagnina, all’indomani dell'approvazione.
Nel provvedimento, di fatto il tetto massimo che per il 2010 era di 400 milioni si riduce a 100 milioni di euro. «Di anno in anno – commenta Lacagnina - le risorse che il volontariato ha ricevuto dal 5 per mille si sono man mano erose. Se a questo aggiungiamo i ritardi nei pagamenti, i ricorsi per gli errori formali, le aggiunte di nuove categorie di beneficiari, la confusione ha raggiunto l’apice. Di controcanto in Parlamento giacciono alcuni progetti di legge volti a dare ordine a questo strumento di raccolta fondi, ma mai presi in esame seriamente. Tre legislature sono passate da quando è nato il beneficio del 5 per mille e ogni anno le associazioni ci chiamano per capire come devono comportarsi. E ogni anno dobbiamo impiegare tempo e risorse per aggiornarci sulle novità, per esserne al corrente e per fornire un servizio puntuale e preciso di informazione verso i nostri utenti, che sono poi le organizzazioni di volontariato».
Una scelta, quella del Parlamento che va in controtendenza con le aspettative dei cittadini. Sono, infatti, milioni (14.652.659 solo nel 2008) i contribuenti che scelgono di sostenere economicamente le associazioni di volontariato apponendo nel modello di dichiarazione dei redditi il codice fiscale dell’ente preferito.
Ciessevi, insieme a CSVnet, Forum Terzo Settore, Consulta del Volontariato e ConVol, invita tutte le associazioni di volontariato ad inviare un Appello alle Istituzioni, in cui si chiede di reintegrare le risorse per i servizi sociali e per il 5 per mille. “Chiediamo al Governo e al Parlamento - come si legge nell'appello - di onorare gli impegni, di ascoltare il non-profit e di non colpire i servizi sociali, di non togliere quelle risorse che in applicazione del principio di sussidiarietà i cittadini danno al Volontariato e al Terzo Settore. Il 5 per mille diviene così l'1,25 per mille, colpendo soprattutto le piccole realtà, così presenti nei territori, e così essenziali oggi nel pieno della crisi. “Chiediamo al Parlamento di compiere un atto di grande responsabilità, reintegrando il 5 per mille e i fondi per i servizi sociali.”
Invitiamo tutte le associazioni a diffondere l'appello in allegato, da inviare agli indirizzi di tutti i rappresentanti istituzionali del nostro Governo.