Convegno "La diversità di adesione allo screening mammario tra Nord e Sud..." - resoconto

   

“LA DIVERSITA’ DI ADESIONE ALLO SCREENING MAMMARIO TRA NORD E SUD: RUOLO DEL VOLONTARIATO A.N.D.O.S.

Mercoledì 1 dicembre 2010 ? ore 10.30 ? l’Associazione Nazionale Donne Operate al Seno A.N.D.O.S. Onlus ? con il contributo di Novartis Oncology ha organizzato, presso la Camera dei Deputati il convegno intitolato Diversità di adesione allo screening mammario tra Nord e Sud: ruolo del volontariato A.N.D.O.S.
Il convegno, conclusosi con un grande successo, è stato moderato da Rosanna Lambertucci e dall’onorevole Giuseppe Palumbo ? presidente della XII commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati. Sono intervenuti l’on.Francesca Martini ? sottosegretario di Stato alla Salute ? l’on.Livia Turco ? deputato ? componente della XII commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati ? d.ssa Flori Degrassi ? coordinatore nazionale A.N.D.O.S. Onlus ? e d.ssa Francesca Catalano ? presidente comitato A.N.D.O.S. Onlus di Catania. Nonostante sia oramai riconosciuto che il tumore alla mammella, il più comune tra le donne (ogni anno 40 mila nuovi casi), si può contrastare e sconfiggere grazie alla diagnosi precoce, nel nostro Paese l'adesione allo screening mammario da parte della popolazione presenta notevoli differenze tra il meridione e il resto della Penisola, passando da una percentuale del 90% al Nord al 40% delle regioni meridionali. Lo screening mammario è sempre più uno strumento indispensabile ed efficace per la prevenzione, ma va ulteriormente migliorato. Lo ha sottolineato il sottosegretario alla Salute Francesca Martini, spiegando che sono tre gli aspetti irrinunciabili per attuare politiche di screening veramente efficaci: dotazione di tecnologie avanzate, qualità e appropriatezza nella lettura delle immagini diagnostiche, con effettuazione di una d o p p i a l e t t u r a , e individualizzazione dello screening. Diagnosi precoce dipende non solo dalla diffusione degli screening, ma anche dalla qualità e dalla appropriatezza nella lettura delle immagini diagnostiche: alle tecnologie avanzate, ha detto, andrebbero affiancati corsi di formazione per il miglioramento della qualità tecnico- professionale e operativa degli operatori sanitari coinvolti. Lo screening non può essere standardizzato ma deve essere individualizzato, mirato sulla persona, affiancando alla mammografia anche una visita senologica. Altro obiettivo, ha concluso, è puntare ancora di più sulla diffusione dello screening, campo in cui c’è ancora molto da fare, soprattutto al Sud.
Nell’ambito dell’iniziativa è stata  presentata la mostra di Gammaphì Spazio di donna fra figurativo e astratto