Sanità, Formigoni: rete di biobanche per ricerca

   

(Lombardia Notizie, 15 dicembre 2010)

(Ln - Milano) Grazie ad un progetto triennale sostenuto dalla Regione, verrà realizzata in Lombardia una "Banca virtuale di materiale biologico", attraverso la costituzione di "una rete di biobanche". In ogni biobanca vengono conservati campioni di tessuti che vengono utilizzati per realizzare ricerche di diverso genere in campo medico. In questo caso, la costituzione della "rete di biobanche" servirà per sviluppare ulteriormente la ricerca per la cura dei tumori, attraverso la realizzazione di nuovi e più efficaci farmaci.
Il progetto, che vede come capofila l'Istituto Nazionale dei Tumori, è stato ricordato dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, nel suo intervento alla presentazione annuale dei risultati della ricerca dello stesso Istituto. Proprio nella sede scelta per ospitare l'incontro - il nuovo AmadeoLab in cui lavorano 160 tra ricercatori e tecnici - è presente il nodo centrale della biobanca per i tumori del colon.
"L'Istituto dei Tumori - ha detto Formigoni - è un'eccellenza assoluta lombarda ed europea in grado di ospitare un numero elevato di pazienti, che vengono trattati non solo con grande cura e amorevolezza ma anche con le migliori tecnologie". Molti dei pazienti in cura presso l'Istituto - il 50% per cento - vengono da fuori regione "a testimonianza di come l'Istituto stesso sia un patrimonio non solo milanese e lombardo, ma dell'intera nazione".
ATTRATTIVITÀ - "Questo elemento - ha sottolineato Formigoni - si inserisce in un contesto organico e strutturale: i dati sull'attrattività dei sistemi regionali infatti confermano da ormai 10 anni (1998-2008) l'indiscusso primato italiano della Lombardia, il cui saldo tra ingressi e uscite è stato nel 2008 di oltre 73mila unità, cifra superiore del 40%
rispetto alla seconda regione, l'Emilia Romagna, e di oltre 4 volte rispetto alle terze, Lazio, Toscana, e Veneto". In Lombardia, la percentuale di ricoveri di pazienti provenienti da fuori regione è ormai costante intorno al 10% sul totale dei ricoveri effettuati dagli ospedali. "Sappiamo bene - ha aggiunto Formigoni - come l'analisi sui dati di attrattività, e la stabilità di questo fenomeno nel tempo, rappresentano la miglior prova dell'assoluta eccellenza di un Sistema Sanitario nel suo complesso, e in particolare di singole realtà così qualificate come l'Istituto Nazionale dei Tumori".
LA RETE ONCOLOGICA - "Oggi più che mai - ha proseguito Formigoni - va fatto un ulteriore sforzo a livello di sistema, coordinando in modo unitario gli sforzi in un ambito eterogeneo e sfaccettato come quello della ricerca scientifica. Per ottenere la massima efficacia dei risultati è prioritario infatti che le attività di ricerca condotte dai diversi soggetti vengano svolte in un ambito di regia complessiva che permetta di evitare duplicazioni e sappia massimizzare i progressi svolti. La Rete Oncologica Lombarda (ROL), attivata da Regione Lombardia e di cui è coordinatore l'Istituto dei Tumori, è uno degli esempi concreti di questo". Essa costituisce un innovativo modello gestionale che coniuga ricerca e assistenza, una vera e propria "Rete di patologia" costituita dalle istituzioni, dalle organizzazioni e dai professionisti che svolgono la loro attività a favore del paziente oncologico in tutte le fasi del processo di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, inclusa la fase terminale. Lo scopo è di migliorare la qualità delle cure, mettere in comunicazione tutti i soggetti che si occupano di patologia oncologica e migliorare l'efficacia organizzativa, grazie alla condivisione di conoscenze, competenze e informazioni. Il suo obiettivo finale è quello di trasferire l'innovazione in nuove modalità di prevenzione, in nuovi e più precoci strumenti diagnostici e nello sviluppo di nuovi farmaci.