Un nuovo studio sul trattamento del tumore al seno in fase precoce

   

(Sanità News, 22/12/2010)

The Lancet Oncology ha pubblicato i dati di follow-up a 10 anni dello studio ATAC (Arimidex, Tamoxifen, Alone or in Combination), uno degli studi di più lunga durata e ampiezza al mondo sulla terapia adiuvante iniziale con inibitore dell’aromatasi (IA) nelle donne in post-menopausa con carcinoma mammario precoce. I risultati confermano l'efficacia a lungo termine e il consolidato profilo di sicurezza di anastrozolo rispetto a tamoxifene, anche oltre il termine del trattamento. Lo studio dimostra, inoltre, l’effetto immediato dei benefici di anastrozolo rispetto a tamoxifene e la sua efficacia protratta fino a cinque anni dal termine del trattamento, un periodo significativamente più lungo rispetto a quanto valutato in ogni altro studio sugli IA adiuvanti in tale contesto.
Il carcinoma mammario colpisce circa 1,4 milioni di donne in tutto il mondo ed esiste il rischio a lungo termine (almeno per i successivi 15 anni) di ricomparsa del carcinoma mammario precoce. L'obiettivo del trattamento di questa patologia è quello di prevenire la recidiva nel breve e nel lungo termine, in quanto, nel momento della ricomparsa e della diffusione del carcinoma, la terapia risulta spesso essere solamente un palliativo. Le nuove evidenze dello studio ATAC forniscono un’ulteriore conferma dell’efficacia della terapia con anastrozolo fin dal principio, in quanto si è dimostrata in grado di proteggere le donne dalla recidiva sia nei cinque anni di trattamento che fino ai cinque anni successivi allo stesso, effetto noto come “carry-over”