IDENTIFICATO UN NUOVO BERSAGLIO PER L'IMMUNOTERAPIA DEL CANCRO

   

(SanitàNews, 25/01/2011)
 

Uno studio italiano pubblicato su Cancer Research dimostra, su di una cavia, che per i linfomi è possibile ottenere una cura disattivando un gene chiamato ERAP1. La manipolazione di questo gene consente di attivare un potente meccanismo di rigetto da parte del sistema immunitario. La ricerca, che apre a nuovi sviluppi per possibili terapie anche nell’uomo, è stata condotta da due équipe di ricercatori del Dipartimento di Oncoematologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesu e dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma.
Per la prima volta i ricercatori sono riusciti ad ottenere un’efficace interazione fra i due tipi di cellule del sistema immune deputate all’attività antitumorale, i linfociti T citotossici e le cellule Natural Killer e questo è stato possibile inibendo le cellule tumorali dell'espressione di un gene chiamato ERAP1. Fisiologicamente, il compito dei linfociti T e delle cellule Natural Killer è di eliminare le cellule alterate del nostro organismo, ma molti tumori riescono, purtroppo, a ingannare sia gli uni che le altre, evadendo così la sorveglianza immune. Invece inattivando ERAP1 sono riusciti per la prima volta a innescare una cascata di eventi virtuosi che permette ad entrambe queste cellule con funzione immunitarie (linfociti T e cellule Natural Killer) di aggredire e combattere il tumore su più fronti.
Benché questo studio sia stato finora condotto nel topo, ci sono già elementi che inducono a pensare che sia possibile applicare la scoperta anche a linfomi umani. Inoltre, secondo gli studiosi, inibendo ERAP1 anche altri tumori, sia pediatrici sia dell’adulto, potrebbero diventare ottimi bersagli per il sistema immunitario, aumentandone la curabilità.