UMANIZZARE I REPARTI DI ONCOLOGIA PER RIDURRE ANSIA E DEPRESSIONE

   

(Sportello Cancro,Vera Martinella(Fondazione Veronesi) 16/01/2011)


Un malato su tre soffre un disagio psichico. Il progetto "HuCare" mira a dare il supporto necessario, più informazioni e agevolare il dialogo medico-paziente

MILANO - Lo scopo è rendere più umani i reparti di oncologia. In pratica ricordarsi di curare non solo il tumore, ma anche la persona nel suo insieme, mente e corpo. Partendo da una semplice considerazione numerica: ogni anno in Italia oltre 250mila persone vengono colpite dal cancro e nel 34% dei casi soffrono di ansia e depressione. Umanizzare il loro percorso in ospedale, quindi, significa offrire sostegno psicologico, ma anche migliorare la comunicazione tra medico e paziente e rendere facilmente reperibili le informazioni necessarie. È lo scopo del progetto HuCare (Humanization in Cancer Care, finanziato da Ministero della Salute e Regione Lombardia con 500mila euro), che prevede di formare gradualmente all'interno dei reparti oncologici personale medico e infermieristico specializzato nel realizzare un "processo di umanizzazione" delle strutture, attraversi cinque obiettivi da raggiungere.

 

ANSIA E DEPRESSIONE - Un progetto pilota, avviato per ora in 29 centri (ad esempio a Bergamo, Saronno, Reggio Emilia, al Policlinico di Milano, al Careggi di Firenze), ma già richiesto da altri 30 ospedali che potrebbero farlo partire entro i prossimi due anni (l'Associazione italiana di oncologia medica, sta cercando i fondi necessari). In base ai risultati preliminari del progetto, 145 oncologi su 188 e 388 infermieri su 470 hanno seguito un corso di alta formazione per migliorare le competenze comunicative. A ogni paziente oncologico è stato assegnato un infermiere di riferimento con il compito di assisterlo nelle varie fasi - dalle terapie ai controlli, alla riabilitazione -, fornendogli informazioni dettagliate. E in ogni reparto è garantita la presenza di uno psicologo cui sono indirizzati i malati di tumore colpiti da un disagio psichico grave individuato con uno screening specifico. «Un paziente oncologico su tre soffre di ansia e depressione, malattie che hanno un impatto decisivo non solo sulla qualità di vita, ma anche sull'adesione alle terapie - spiega Rodolfo Passalacqua, responsabile scientifico di HuCare e primario di oncologia a Cremona -. Per questo l'iniziativa si è posta come obiettivo di identificare i malati più vulnerabili e di migliorare il loro stato psichico». «Tutte le strutture partecipanti - aggiunge Passalacqua - hanno finora raggiunto almeno uno dei cinque obiettivi fissati. L’oncologia di Gorgonzola, in provincia di Milano, è la prima ad aver completato l'intero percorso. Al termine della prima fase della sperimentazione, nel 2011, è prevista l'estensione dell'iniziativa anche ad altre strutture».