DISABILI IN AUMENTO, MA INVISIBILI

   

(IL SOLE24 ORE, SALUTE24, di Miriam Cesta (09/02/2011)


Martini: «Capro espiatorio di difficoltà gestionali»

La stesura del piano individualizzato "che faccia emergere i bisogni concreti e reali della persona, sia in termini sanitari che in termini assistenziali di integrazione nel mondo del lavoro e nel tempo libero". E poi istituire "figure come i 'case manager' che rappresentano la possibilità concreta di sviluppare in maniera integrata i progetti individualizzati affinché venga coerentemente sviluppato il principio della programmazione dei controlli, del progetto riabilitativo e della sua verifica periodica": questi, spiega a Salute24 il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, sono gli strumenti da mettere in atto per riconoscere la centralità delle persone disabili - il cui numero in Italia è in continua crescita - e migliorare l'aspetto socio-assistenziale a loro rivolto. Nel piano individualizzato devono essere compresi anche i bisogni legati all'ambiente di vita, "per permettere ai disabili di vivere una vita il più possible normale. Per rispettare un principio fondamentale che non è solo il diritto alla salute, ma anche di vivere in uno stato generale di benessere".
Un problema sempre più importante, in Italia, quello della disabilità. Secondo l'ultima ricerca Censis-Fondazione Serono, infatti, il numero delle persone disabili è in aumento: nonostante siano arrivati a quota 4,2 milioni, però, sembrano scontare ancora una certa invisibilità. "Se aggiungiamo alla disabilità dalla nascita il dato della disabilità acquisita per patologie, incidenti e invecchiamento, il nostro Paese sconta le difficoltà legate alla gestione territoriale delle risorse in ambito sanitario, con deficit di miliardi di euro che sappiamo essere concentrati soprattutto al Centro-Sud - spiega il sottosegretario -. Le persone non autosufficienti sono quelle che hanno bisogno di interventi complessi e coordinati, e mettono a dura prova i servizi sanitari e sociali del loro territorio. Senza dubbio le persone più fragili sul piano sanitario e sociale diventano il capro espiatorio di una difficoltà gestionale in senso lato".