SU IPAD ANCHE LA CARTELLA CLINICA ONCOLOGICA

   

(Il Sole24 Ore, Cosimo Colasanto (10/02/2011)
 

La cartella clinica sbarca su iPad, il tablet targato Apple. Se poi si aggiunge che la tecnologia permette di integrare dati sul Dna, le terapie personalizzate, i farmaci su misura e gli effetti avversi, tutti a portata di mano dei camici bianchi, sempre e dovunque, allora il passo in avanti può diventare un salto. Le prime corsie a vedere la piccola “rivoluzione” della medicina 2.0 potrebbero essere proprio quelle dei reparti di oncologia, dove le biotecnologie stanno introducendo terapia su misura, dirette a specifici target molecolari. “Le biotecnologie sono un settore in decisa espansione, nonostante il periodo di incertezza economica globale”, spiega Fabio Biondi, presidente di Diatech Pharmacogenetics, azienda italiana che si occupa di biologia molecolare. “Siamo già entrati in un’importante rivoluzione fatta di farmaci personalizzati, capaci di recare il massimo beneficio eliminando le pericolose, a volte letali, reazioni avverse”, dice l’imprenditore che, nel corso del convegno dedicato alla Farmacogenetica a Pisa “Le prospettive future nelle cure contro il cancro: clinica e laboratorio, realtà indissolubili”, ha presentato la prima cartella clinica oncologica su iPad, “uno strumento oramai indispensabile per integrare efficacemente diagnostica molecolare e clinica - continua - e per porre il paziente oncologico al centro di un sofisticato sistema integrato”.

Farmacogenetica, cos’è? - Come spiega Alfredo Falcone, direttore del Polo Oncologico dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, è lo studio “della risposta terapeutica e della tossicità ai farmaci in relazione a fattori genetici del singolo individuo. È una delle principali strade per una reale personalizzazione della terapia, sia per le cure oncologiche più tradizionali come la chemioterapia, ma soprattutto per le nuove terapie a bersaglio molecolare”. Il sistema ricerca-industria-clinica si sta muovendo, a velocità spesso diverse. “Il futuro appare decisamente positivo - commenta Carlo Maria Croce, direttore dell’Istituto di Genetica dell’Ohio State University di Columbus”. I progressi sono legati anche agli investimenti, una medaglia a due facce. “Purtroppo la situazione della ricerca, sia fondamentale sia applicata, in Italia non è incoraggiante a causa della spesa molto modesta rispetto alle sfide poste dalla globalizzazione”, commenta Croce, che guardando al futuro prossimo prevede: “Penso che i giorni delle terapie convenzionali siano contati”.

Terapie non per tutti - “Occorre abbandonare l’approccio della “taglia unica per tutti” a favore della medicina personalizzata o su misura”, ribatte Heinz Joseph Lenz, docente alla University of Southern California. “Oggi trattiamo tutti i pazienti che si trovano allo stesso stadio della medesima malattia con lo stesso farmaco - continua - , pur sapendo che solo il 50% di essi ne trarrà beneficio".