ANDOS, rinascere dal cancro

   

(Il Giornale di Vicenza, 8 maggio 2011,pagina 33 )

 

Un grande congresso. Una edizione memorabile. Una prova ampiamente superata. Sarà davvero un'impresa d'ora in poi fare meglio del Comitato Ovest Vicentino. Organizzazione perfetta grazie al lavoro della presidente Piera Pozza e delle volontarie con la rosa arancione al petto che non hanno trascurato il minimo dettaglio perché il 29° Congresso nazionale andos riuscisse nel migliore dei modi, in sinergia con gli uffici dell'Ulss 5. 
Uno scenario incantevole come Villa Cordellina Lombardi con i suoi splendidi affreschi tiepoleschi. Una platea affollatissima con il plenum o quasi dei Comitati di tutta Italia, e la presenza del presidente nazionale Francesco Fazio e della coordinatrice Flori De Grassi. 
Una partecipazione di alto livello con autentici maestri internazionali della riabilitazione come Sandro Michelini e Maurizio Ricci. Un dibattito scientifico ricco con contributi stimolanti alla disamina del tema conduttore incentrato sulla riabilitazione, intesa in senso totale, fisica, psicologica, interiore, della donna operata al seno.
Successo per il Corso pratico di linfodrenaggio e trionfo della scuola senologica guidata da Graziano Meneghini. 
Il Centro Donna diretto dal primario senologo dell'ospedale di Montecchio ha trovato in questo congresso la sua consacrazione, confermandosi, con la concezione multidisciplinare, l'esperienza più avanzata in assoluto nella lotta al tumore. Il Centro Donna riesce a dare, in un'unica struttura, tutte le risposte, dalla diagnosi alla terapia, dalla ricostruzione all'umanizzazione, che altrove arrivano, se arrivano, in modo frammentario e lacunoso. 
Infine, la dimostrazione che all'Ulss 5 esiste una realtà unica nel panorama nazionale grazie alla collaborazione quotidiana fra le strutture aziendali e un volontariato di prim'ordine, che lavora con cuore e competenza, che sa dare un apporto prezioso all'opera dei medici e un sostegno determinante alle donne colpite dalla malattia. 
«C'è bisogno - ha detto Piera Pozza - di condivisione. Il medico non può scegliere da solo. Ogni persona deve partecipare alla scelta della terapia consapevolmente»
Il concetto della riabilitazione, durante le varie sessioni di lavori, è stato esaminato sotto vari aspetti. Riemergere, per la donna che vive un senso di eternità e si trova improvvisamente di traverso un'idea di morte, è piuttosto complicato.« Fondamentale l'autostima, che - ha detto Fazio - non rimane per sempre ma deve essere coltivata in base ai periodi della vita nella percezione di sé e degli altri». 
«Occorre rinnovarsi fisicamente ma c'è soprattutto necessità di recuperare i valori fondamentali dell'esistenza». 
Molto si è parlato anche dell'importanza di dare al recupero della fase post-cancro una impostazione globale. «Non dobbiamo essere - ha spiegato Degrassi - solo oggetto di cure. C'è la persona da far ritrovare nella sua identità ed equilibrio. Ed è qui che si esalta il ruolo della nostra associazione»".
Lo ha messo in evidenza pure il ds dell'Ulss 5 Simona Bellometti: «L'incontro fra istituzione e volontariato aggiunge qualità ai servizi e alla vita»
Di particolare interesse, in chiusura, la lezione di Gemma Martino, del Metis di Milano, che ha demolito i molti stereotipi che continuano a caratterizzare l'approccio alla paziente e alla malattia. Molto apprezzati, infine, gli interventi dello staff del Centro Donna e dell'azienda: la ginecologa Anna Racasi, l'internista Maria Tiziana Lorenzi, l'oncologa Martina Padovani, le psicologhe Paola Pupulin e Sandra Marcon, l'infermiera Elena Dalla Riva, il fisioterapista Luigi Gasparella. E un prestigioso riconoscimento alle metodologie del fisiatra Ferruccio Savegnago è venuto “in diretta” dagli stessi numeri uno Michelini e Ricci.