La semuloparina è efficace contro la trombosi nei pazienti in chemioterapia

   

(SanitàNews, 07/06/2011)

Uno studio condotto con la semuloparina, un farmaco anticoagulante di nuova generazione, ha dimostrato che il rischio di trombosi venosa profonda ed embolia polmonare viene sostanzialmente ridotto nei pazienti con tumore trattati con chemioterapia. La ricerca, denominata Save-Onco, coordinata dal professor Giancarlo Agnelli, dell'Universita' di Perugia, e' stata presentata a Chicago al congresso annuale dell'Asco, la Societa' americana di oncologia clinica.
Il tromboembolismo venoso e' rappresentato dalla presenza di un trombo in una vena degli arti; nei casi piu' gravi il trombo puo' distaccarsi dalla sua sede di origine e migrare nel polmone causando una embolia polmonare. Il tromboembolismo venoso e' una complicazione comune e grave nei pazienti con tumore con un'incidenza pari sino al 20% in un alcune forme tumorali e si associa ad un aumento della mortalita'. Il rischio di tromboembolismo venoso viene aumentato dall'impiego della chemioterapia, peraltro essenziale nel trattamento dei tumori.
Lo studio Save-Onco ha incluso 3.212 pazienti che cominciavano, in numerosi ospedali europei ed americani, la chemioterapia per un tumore localmente avanzato o con metastasi. I pazienti hanno ricevuto la semuloparina in alternativa al non trattamento per la durata della chemioterapia. Il trattamento medio e' durato circa tre mesi e mezzo. Non sono state osservate complicazioni e emorragiche, comuni con gli altri farmaci anticoagulanti.