Tutela dei malati e dei loro familiari: 30 gg congedo per cure per gli invalidi

   

Avv. Elisabetta Iannelli - V. Presidente AIMaC e Segretario generale FAVO, 15/06/2011

Cari amici,

con grande orgoglio e soddisfazione desidero condividere un nuovo, importante risultato normativo che abbiamo ottenuto per la tutela dei diritti del malati di cancro in ambito lavorativo ai quali sia stata riconosciuta un’invalidità superiore al 50%.

Il Consiglio dei Ministri lo scorso 9 giugno 2011 ha approvato in via definitiva il decreto legislativo delegato in attuazione dell'articolo 23 del c.d collegato lavoro (legge 4 novembre 2010, n.183) di "delega al Governo per il riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi ."

Il testo (di cui allego la bozza non ancora pubblicata e la relativa relazione illustrativa) è stato approvato specificatamente dai ministeri competenti, dalle associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori maggiormente rappresentative, dalle commissioni parlamentari competenti e dalla Conferenza unificata.

Gli articoli del d.lgs. approvato integrano le modifiche alla legge 104/1992 introdotte dall'art.24 del collegato lavoro (di cui ho dato notizia con la mail dello scorso 28 ottobre 2010) e chiariscono ulteriormente la disciplina dei congedi e permessi dal lavoro per i malati e per i familiari che li assistono, in particolare riguardo al congedo biennale retribuito di cui al d. lgs. 151/2001.

La novità più rilevante contenuta nel d.lgs. appena approvato è il richiamo e la riconferma del diritto al Congedo per cure per gli invalidi di cui all'art.7 che riporto più sotto.

Come molti di voi ricorderanno questo congedo per cure è stato riportato alla luce nel 2003 nella prima edizione del libretto AIMaC su “I diritti del malato di cancro” http://www.aimac.it/informazioni-tumore/diritti-malato-cancro/congedi-lavorativi_lKSc_lKOX_lKOX_3p.html#30gg

Poiché si trattava di una norma, anzi, di un combinato disposto di norme (art. 26 legge 30 marzo 1971, n. 118 e art. 10 d. lgs. 23 novembre 1988, n. 509) antiche, dimenticate e, quindi, disapplicate, fu necessario ottenere una risposta ufficiale dal Ministero del Welfare per chiarire la portata della norma e la sua attuale vigenza. Come potete vedere http://www.aimac.it/diritti-malato-cancro/congedo-lavorativo-retribuito-malati-oncologici_mqmV_k6OV_k6OV_3p.html AIMaC si attivò ed ottenne la conferma di quanto avevamo rilevato. Il problema, però, non era risolto poiché il congedo per cure continuava ad essere un diritto negato. Oggi, finalmente, è stata fatta chiarezza ed il nostro impegno è far si che i malati sappiano di poter usufruire anche di questo strumento ben descritto nella norma che vi riporto:

ART. 7
(Congedo per cure per gli invalidi)

1. Salvo quanto previsto dall’articolo 3, comma 42, della legge n. 537 del 1993 e successive modificazioni, i lavoratori mutilati e invalidi civili cui sia stata riconosciuta una riduzione della capacità lavorativa superiore al cinquanta per cento possono fruire ogni anno, anche in maniera frazionata, di un congedo per cure per un periodo non superiore a trenta giorni.

2. Il congedo di cui al comma 1 è accordato dal datore di lavoro a seguito di domanda del dipendente interessato accompagnata dalla richiesta del medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale o appartenente ad una struttura sanitaria pubblica dalla quale risulti la necessità della cura in relazione all’infermità invalidante riconosciuta.

3. Durante il periodo di congedo, non rientrante nel periodo di comporto, il dipendente ha diritto a percepire il trattamento calcolato secondo il regime economico delle assenze per malattia. Il lavoratore è tenuto a documentare in maniera idonea l’avvenuta sottoposizione alle cure. In caso di lavoratore sottoposto a trattamenti terapeutici continuativi, a giustificazione dell’assenza può essere prodotta anche attestazione cumulativa.

4. Sono abrogati l’articolo 26 della legge 30 marzo 1971, n. 118, e l’articolo 10 del decreto legislativo 23 novembre 1988, n. 509.


E' questo un ulteriore, concreto passo avanti per il sostegno anche dei malati di cancro con invalidità superiore al 50% che potranno assentarsi dal lavoro senza perdere retribuzione, per curarsi e affrontare con serenità le fasi critiche della malattia. Inoltre, poiché il congedo per cura non rientra nel periodo di comporto, il posto di lavoro è tutelato per un lasso di tempo più lungo.

E' un successo conseguente ad un’iniziativa prima di AIMaC e successivamente anche della nostra F.A.V.O., ma, soprattutto, è un miglioramento della tutela delle oltre 300.000 persone che ogni anno, in Italia, si ammalano di cancro e che si aggiungono all'esercito di 2.000.000 cittadini che hanno avuto vissuto sulla propria pelle e che convivono con questa malattia assistiti con amore e dedizione dai loro cari.

Ancora una volta le associazioni dei malati ottengono grandi risultati!

Un forte abbraccio
Avv. Elisabetta Iannelli