Scoperto un gene bifronte che soffoca i tumori

   SanitàNews, 29/09/2011

L'hanno battezzato "onco-Giano" ed è il primo gene mutante bifronte. Fino ad una certa quantità, nelle cellule tumorali, ne favorisce la diffusione. Al di sopra, però, la inibisce. L'effetto bivalente della mutazione genetica, da cui il nome ispirato all'antico dio latino, è stato scoperto da un gruppo di giovani ricercatori dell'Università di Bologna che sono anche riusciti a spiegare il meccanismo biochimico con cui il gene mutato, se abbondante, può arrestare la crescita dei tumori", aprendo così la strada a nuove terapie in procinto di sperimentazione. Lo studio è pubblicato sulla rivista scientifica Cancer Research.
"L'onco-Giano, nome scientifico MTND1, è mutato in diversi tipi di cellule tumorali in percentuali diverse", spiega Giuseppe Gasparre, 32enne genetista dell'Università di Bologna. "Per analizzarne gli effetti abbiamo ingegnerizzato delle cellule di cancro in modo che contenessero cinque diversi livelli della mutazione. Le abbiamo quindi iniettate nei topi. I topi con i livelli più bassi del gene mutato hanno sviluppato il tumore. In quelli con i livelli più alti il tumore, invece, non è cresciuto. La soglia critica che abbiamo individuato è intorno all’82%".
"Abbiamo quindi cercato di capire perché l’onco-Giano mutato, presente in quantità massicce, bloccasse lo sviluppo del cancro", aggiunge Anna Maria Porcelli, neo-ricercatrice presso il Dipartimento di Biologia. "Abbiamo ricostruito il meccanismo biochimico con cui il gene interferisce nella capacità delle cellule tumorali di creare nuovi vasi sanguigni, che sono loro vitali per l’apporto di ossigeno o glucosio, senza i quali non possono crescere e diffondersi. Se riusciamo a simulare per via farmacologica, o genetica, lo stesso effetto dell’onco-Giano mutato possiamo quindi soffocare lo sviluppo dei tumori, bloccandone l’approvvigionamento dei 'carburanti' con cui crescono".