Un nanosensore italiano riconosce le malattie

   SanitàNews, 27/10/2011

Un nanosensore messo a punto in Italia e' capace di catturare molecole spia di malattie e inquinanti, di rivelare la composizione di alimenti, di rivelare la presenza nel sangue di sostanze utilizzate nel doping e di rendere piu' efficiente il test del Dna utilizzato per ricostruire la scena di un delitto. Il dispositivo, descritto sulla rivista Nature Photonics, e' il risultato della ricerca condotta dal dipartimento di Nanostrutture dell'IIT, Istituto Italiano di Tecnologia, di Genova in collaborazione con il Bionem Lab dell'universita' della Magna Grecia di Catanzaro. ''Il nostro nanosensore supera le capacita' dei sensori standard perche'' permette di individuare singole molecole in soluzioni molto diluite'', ha osservato il direttore del dipartimento di Nanostrutture dell'IIT, Enzo Di Fabrizio. Il nanosensore riconosce le molecole alla base di odori e sapori anche quando queste sono presenti in piccole quantita'. Grazie a questa grande sensibilita' diventano possibili applicazioni in molti campi, a partire dalla medicina all'ambiente, alle analisi genetiche. Ad esempio, ha aggiunto Di Fabrizio, si potrebbero individuare le molecole-spia dei tumori anche quando il loro numero nel sangue e' troppo basso per essere registrato con le tecniche correnti. Tra le applicazioni che sanno di futuro c'e' anche la possibilita' di manipolare il Dna in modo nuovo, fino ad ottenere ''reti di filamenti di Dna'', ha detto il coordinatore della ricerca, Francesco De Angelis. Ad ispirare il sensore che ''viene dal nanomondo'' sono state le strutture che naturalmente guidano olfatto e gusto nel riconoscere le molecole delle sostanze con le quali entrano in contatto e che sono fondamentali per la vita. Il sensore funziona grazie ad una superficie ''superidrofobica'', composta da nanocolonne di silicio che sostiene le gocce di soluzione ed evita che aderiscano alla superficie; tra le colonne si trovano poi delle ''nanopunte plasmoniche'', ossia strutture capaci di trasformare un fascio di luce laser in una luce molto sottile, utile per studiare la composizione chimica delle molecole disperse in una goccia.