Gli oncologi vanno a "Scuola di empatia"

   Sportello Cancro, Vera Martinella (Fondazione Veronesi), 26/11/2011

Saper comunicare con i pazienti e capire le loro angosce migliora la reazione alle terapie. Lezioni di base in un cd


L'empatia in corsia si può imparare

MILANO – Spesso non hanno tempo, intrappolati fra i mille impegni dell’attività in corsia, ma molti oncologi e chirurghi hanno capito l’importanza della comunicazione con i pazienti. Anche quando vorrebbero prestare ascolto alle preoccupazioni dei malati, capita però che non sempre siano preparati al meglio, specie se si tratta di gestire e indirizzare le loro emozioni. Incomprensioni e difficoltà nel governare l’emotività sono una «minaccia» costantemente dietro l’angolo. Per aiutare i medici a interagire con paure e ansie dei malati ricercatori americani della Duke University hanno sviluppato un nuovo metodo d’allenamento interattivo, presentato sull’ultimo numero della rivista Annals of Internal Medicine. «Nella relazione medico-paziente l’atteggiamento empatico del medico gioca un ruolo fondamentale – commenta Paolo Gritti, professore di Psichiatria e direttore del Master in Psiconcologia alla Facoltà di Medicina della Seconda Università di Napoli -. Un medico empatico fa sentire a proprio agio il paziente e lo mette nella condizione di esprimere con maggiore sincerità i propri stati d’animo. Ne consegue una migliore alleanza terapeutica, che permette di ottenere i migliori risultati possibili sia nelle cure che per la qualità di vita dei malati».

A LEZIONE SUL CD - Studi precedenti hanno dimostrato come gli oncologi sappiano reagire con empatia sono in un caso su quattro. Molto spesso, quando i pazienti comunicano le proprie angosce, i medici tendono a spostare l’argomento sulle terapie piuttosto che dare risposte in merito ai loro timori. Nell’incapacità d’interagire sulla sfera emozionale è come se mandassero il messaggio: «Mi spiace, ma non siamo qui per parlare di questo». Oggi diversi corsi possono insegnare agli oncologi come affrontare le emozioni dei loro assistiti ed esistono lezioni simulate con la partecipazione di attori. «Ma sono metodi costosi e che richiedono molte ore – dice James A. Tulsky, responsabile del Centro di cure palliative alla Duke e autore della ricerca -. Per questo ho creato un Cd Rom che sia utile a raggiungere lo stesso obiettivo in poco tempo e con costi decisamente minori». Il Cd fornisce le nozioni di base sulla comunicazione medico-paziente e spiega, ad esempio, come rispondere e comportarsi di fronte alle reazioni negative dei pazienti, come dare nel miglior modo cattive notizie o come condividere con loro le informazioni sulla prognosi. Secondo i risultati dello studio anche questo metodo (testato su 48 specialisti e durante i colloqui con 264 pazienti con un tumore in fase avanzata, videoregistrati e riguardati a distanza) è utile per migliorare le capacità empatiche dei medici, con una maggiore soddisfazione e fiducia dei pazienti. «L’empatia è un tratto di personalità del medico che può essere migliorato con brevi corsi specifici che includono seminari teorici ed esercitazioni pratiche – conclude Gritti -. Questi programmi, in effetti, non sono sempre accessibili per mancanza di tempo e per i costi connessi, ma l’uso di nuove tecnologie (come i corsi via Cd) per la formazione e l’aggiornamento dei medici si diffonde molto rapidamente anche in Italia.