CAT, un microscopio confocale a forza interna e fluorescenza

   Redazione MolecularLab.it (09/03/2012)

SVILUPPATO DALL'ISTITUTO DI NANOSCIENZE DEL CNR PERMETTERÀ DI FARE RICERCA MULTIDISCIPLINARE E DIAGNOSTICARE TUMORI MISURANDO L'ELASTICITÀ DELLA MEMBRANA CELLULARE

È uno strumento unico in Italia e in Europa: si chiama CAT, ed è stato realizzato dai laboratori NNL dell'Istituto di Nanoscienze del CNR.
CAT è un microscopio che nasce dall'unione di tre strumenti: "un microscopio confocale laser, un microscopio a forza atomica e un microscopio a riflessione interna totale in fluorescenza, ciascuno capace di raggiungere risoluzioni di miliardesimi di millimetro" come spiega Stefano Leporatti, ricercatore del CNR.
Combinando i tre strumenti, si riesce ad avere una visione completa della cellula: "è come avere tre punti di vista della cellula: dall'esterno, dall'interno e dal basso. Il microscopio confocale permette di studiare il volume della cellula, quello a forza atomica visualizza i dettagli della superficie e può letteralmente "tastare" la membrana cellulare, il microscopio a riflessione mostra come la cellula aderisce al supporto, un dato importante legato alla vitalità cellulare".
Poter sfruttare una visione così precisa permetterà ai ricercatori di studiare l'efficienza di alcune nanocapsule contenenti farmaci antitumorali: questa nanocapsule permetteranno "di somministrare farmaci direttamente alle cellule malate in quantità minime, tali da ridurre effetti collaterali e preservare le cellule sane".
Le capacità di CAT non si fermano qui: la sua utilità comprende anche gli studi diagnostici per l'individuazione dei tumori "grazie alla sua capacità di misurare l'elasticità della membrana cellulare, che è una sorta di "marker" tumorale" come spiega il direttore dell'Istituto di Nanoscienze, Lucia Sorba.
"Cellule sane e malate" - continua la ricercatrice - "hanno infatti una differente elasticità, che dipende dalle proteine coinvolte nel citoscheletro. Questo strumento ci permette di fare ricerca ancora più multidisciplinare perché integra le competenze di fisici, biologi e biotecnologi che lavorano insieme nei nostri laboratori".