Con gli estrogeni meno possibilità di sviluppare il cancro al seno

   SanitàNews, 08/03/2012

Le donne che utilizzano gli estrogeni come unica forma di terapia ormonale sostitutiva (HRT) mostrano meno probabilita' di sviluppare il cancro al seno nel lungo periodo. Lo rivela una nuova ricerca pubblicata su The Lancet Oncology. Lo studio ha coinvolto le oltre 7.500 donne della Health Initiative Women (WHI), e prova che coloro che hanno preso estrogeni per circa 6 anni, prima di interrompere la terapia, hanno il 20% in meno di probabilita' di sviluppare il cancro al seno e di morire a causa della patologia rispetto alle pazienti che non hanno mai utilizzato HRT. "Questi ultimi risultati forniscono significative rassicurazioni circa l'uso di estrogeni anche per un periodo di lunga durata per le donne con un intervento di isterectomia, in cerca di sollievo dai sintomi della post-menopausa", ha spiegato Anderson Garnet, ricercatore del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, primo autore dello studio. I ricercatori hanno riscontrato una riduzione del 23% dell'incidenza di tumore mammario invasivo nelle donne che hanno fatto uso di estrogeni rispetto alle donne cui e' stato somministrato placebo nel corso di un follow-up complessivamente durato per un periodo di quasi 12 anni; inoltre, tra le pazienti cui sono stati somministrati estrogeni e che hanno sviluppato il cancro al seno, c'e' stata una riduzione della mortalita' del 63% rispetto al gruppo placebo. "L'effetto duraturo post-intervento degli estrogeni sull'incidenza del cancro della mammella e' simile a quello riportato dagli altri farmaci mirati che hanno dimostrato di ridurre l'incidenza del cancro al seno. Tuttavia - avvertono i ricercatori - i nostri dati non supportano l'uso di estrogeni per la riduzione del rischio di tumore alla mammella, e cio' alla luce della mancanza del beneficio osservato in popolazioni ad alto rischio".