Una terapia cognitivo-comportamentale contro i sintomi della menopausa

   SanitàNews, 13/03/2012

Alcune sedute di terapia comportamentale possono aiutare le donne a trovare sollievo dalle vampate di calore tipiche della menopausa. E' quanto emerso da uno studio britannico pubblicato sulla rivista Menopause secondo cui dopo sei settimane di terapia cognitivo-comportamentale, piu' dei due terzi delle donne che hanno partecipato a sessioni di gruppo o auto-aiuto ha riscontrato un calo 'clinicamente significativo' dei problemi legati alle vampate di calore e alla sudorazione notturna. Attualmente e' la terapia ormonale sostitutiva a essere considerata come il piu' efficace trattamento contro le vampate di calore. Ma dati i diversi effetti collaterali delle cure ormonali (rischi maggiori di malattie cardiache e cancro al seno) restano tante le donne che aspirano a rimedi alternativi. "Questi risultati suggeriscono che la terapia cognitivo-comportamentale e' un'opzione di trattamento efficace per le donne durante la transizione verso la menopausa e la postmenopausa", ha precisato Myra Hunter, autrice dello studio del King's College di Londra. La terapia cognitivo-comportamentale e', infatti, una valida opzione di trattamento per problemi che vanno dalla depressione all'insonnia ai disturbi digestivi. Il suo scopo e' modificare i modelli di pensiero e i comportamenti malsani che possono alimentare i sintomi fisici. "La terapia - ha detto Hunter - prevede lo sviluppo di approcci utili all'accettazione del sintomo coadiuvati da esercizi di respirazione per focalizzare l'attenzione lontano dai flash di calore e dai pensieri negativi". L'indagine ha reclutato 140 donne con vampate e sudorazioni notturne con almeno 10 episodi sintomatici a settimana e ha assegnato loro in modo casuale la terapia di gruppo e quella di auto-aiuto. Dopo sei settimane, il 65% delle donne che ha subito la terapia di gruppo ha registrato un calo significativo nei sintomi. Per quelle sottoposte a terapia di auto-aiuto la percentuale e' salita al 73% contro il 21 delle donne che non avevano ricevuto alcun trattamento. Per approfondimenti