Cancro al seno: screening in donne over 50 riduce morti del 40%

   SIC, n.22, anno III, 06/06/2012

“La riduzione della mortalità del cancro alla mammella nelle donne, tra i 50 e 69 anni, che effettivamente partecipano ai programmi di screening, le indagini diagnostiche generalizzate, è oggi intorno al 30-40%. Per motivi metodologici si valutano quelle invitate e non quelle partecipanti, perché potrebbero esserci errori dovuti alla selezione. Ma l’effettiva protezione che arriva a dare il controllo periodico in chi partecipa è dell’ordine del 30-40%”. Ad affermarlo è Marco Rosselli Del Turco membro della Società europea di senologia, tra i relatori del 45°Congresso nazionale di radiologia medica a Torino. “Per quanto riguarda le donne più giovani, tra i 40-42 anni – prosegue l’esperto – quei pochi studi fatti hanno evidenziato che c’è per questa fascia d’età una riduzione della mortalità intorno al 15%”.“Lo screening – avverte il radiologo – può darci però una quota di sovradiagnosi che è dell’ordine del 5-10%, questo perché l’esame radiografico trova delle lesioni nel seno che non sarebbero state clinicamente aggressive se una donna non avesse fatto l’esame. Ma la paziente sarebbe deceduta per un altro motivo senza accorgersi di avere il tumore alla mammella. Quindi – sottolinea – con i programmi di prevenzione anticipiamo la diagnosi per alcune lesioni non progressive. In sintesi l’esame trova dei tumori che non sarebbero comparsi clinicamente e per questo quindi aumenta a livello statistico il numero dei casi”.Per quanto riguarda i costi degli screening che vengono organizzati a livello Regionale “oggi per ogni donna che si sottopone ad uno screening – avverte Rosselli Del Turco – il costo è di circa 50 euro. Però il costo di un anno di vita salvata è stimato in circa 5-7mila euro. Uno studio ha esaminato come, se si prende il costo per controllare tutta la popolazione italiana e quante vite si sono salvate dal 1990 al 2010, l’implementazione dello screening avrebbe evitato il decesso di 48mila pazienti colpite dal cancro alla mammella. Poi – sottolinea – aggiungendo il costo complessivo di tutti questi controlli in 20 anni diviso per il numero delle donne salvate si otteneva che ogni donna fuori pericolo costava al Servizio sanitario nazionale circa 5-7.000 euro. Un saldo – conclude – molto competitivo rispetto ad altri investimenti che si fanno nel campo delle prevenzioni in sanità”.