Inaugurato il laboratorio di biofotonica clinica e nanomedicina

   Sportello Cancro, 18/06/2012

FONDAZIONE DON GNOCCHI
Labion: nanotecnologie e sonde luminose per rilevare  i marcatori dei tumori


Unisce la fisica, le bio e nanotecnologie e la clinica il nuovo Laboratorio di biofotonica clinica e nanomedicina-Labion, sviluppato dal Polo tecnologico della Fondazione Don Gnocchi di Milano e inaugurato oggi, che consentirà esami più veloci e cure personalizzate. Grazie all'uso delle nanotecnologie combinate con l'uso di sonde luminose (nano-bio-fotonica) il laboratorio dispone di nuove tecniche in grado di rilevare i biomarcatori di una malattia ad una concentrazione anche 100mila volte minore rispetto a quella consentita dalle tecniche attualmente in uso, fornendo risultati in pochi secondi. «Il biomarcatore è una spia della malattia - spiega Furio Gramatica, responsabile del Polo Tecnologico - Il problema è che le tecniche diagnostiche tradizionali consentono di rilevare i livelli di biomarcatori fino ad una certa soglia. Sotto questa, non si sa se la malattia, come il cancro, sia effettivamente scomparsa grazie alle terapie, o ne sia rimasta una parte minima residua. Con la tecnologia che usiamo nel laboratorio Labion possiamo andare sotto questa soglia».

LA TECNICA - La tecnica usata è quella della spettroscopia di Raman su superfici d'oro: «vengono colpite con un raggio laser le molecole che cerchiamo, e le loro vibrazioni tornano indietro verso la macchina portando con sè - continua Gramatica - la firma della molecola, rilevando la presenza di alcuni biomarcatori in modo molto elevato. Il nostro progetto prevede lo sviluppo di kit usa e getta, basati su questa tecnologia, per rilevare ad altissima sensibilità i biomarcatori della leucemia mieloide acuta e altri tipi di tumore, depositando una goccia di campione biologico sul biosensore. Il risultato si ha nel giro di qualche minuto».

IL PROGETTO - Il progetto, realizzato con il contributo del ministero della Salute, della regione Lombardia, delle fondazioni Cariplo e Don gnocchi, verrà svolto con l'ospedale S. Raffaele e l'università Bicocca e consentirà il rientro anche di ricercatori italiani. Se andrà bene, si estenderà ad altre malattie, come quelle neurodegenerative e l'influenza.