Città della salute a Sesto, delineato il progetto

   LombardiaNotizie7, n.28, luglio 2012

(Ln - Milano) Le sue strutture si svilupperanno su una superficie di 129.000 metri quadri, avrà fino a 705 posti letto (oltre a un day center per le prestazioni in regime ambulatoriale e diurno), sarà fortemente orientata alla ricerca e alle sperimentazioni, grazie anche all'integrazione con il Nerviano Medical Sciences. Questa la fisionomia della Città della Salute e della Ricerca che sorgerà nelle aree ex Falck di Sesto San Giovanni, delineata dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni che ha presieduto la prima riunione del Comitato dell'Accordo di Programma per la realizzazione del nuovo complesso sanitario (Accordo che sarà firmato entro il marzo 2013), dopo che la Giunta regionale lunedì 2 luglio aveva dato il via alla promozione dell'Accordo stesso, indicando nell'area di Sesto San Giovanni la sede definitiva.

IL COMITATO DELL'ACCORDO - Alla riunione erano presenti i rappresentanti di tutti i soggetti coinvolti nell'Accordo di Programma: Regione Lombardia, Ministero della Salute (Filippo Basso), Comune di Sesto San Giovanni (sindaco Monica Chittò), Comune di Milano - "che partecipa a pieno titolo" come ha sottolineato Formigoni - (assessore Laura De Cesaris), Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Neurologico 'Carlo Besta' (presidente Alberto Guglielmo), Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori (presidente Giuseppe De Leo).

SCELTA NON SOLO URBANISTICA - Procedono dunque a ritmi serrati i lavori per la realizzazione di quella che si configura, ha spiegato Formigoni "come un'iniziativa pubblica pensata per fornire una nuova piattaforma di sviluppo per strutture di eccellenza nella clinica e nella ricerca, che necessitano di nuovi spazi e prospettive di sviluppo per crescere ed essere ancora più competitive, anche nei confronti della sanità privata". Da questo punto di vista, la scelta di Sesto San Giovanni, "non ha valenza solo urbanistica, come qualcuno ha detto, ma ha una precisa valenza sanitaria e scientifica".

POLO DI VALENZA INTERNAZIONALE - "I due enti coinvolti nel percorso di cambiamento (Istituto Besta e Istituto Tumori) - ha chiarito Formigoni - diventeranno un sistema pubblico integrato di funzioni complesse e di eccellenza clinica e scientifica a valenza nazionale e internazionale e, al tempo stesso, un punto di riferimento di avanguardia in ambito oncologico e neurologico, al servizio del paziente, in un tessuto urbano oggetto di un grande rinnovamento, che si sta sviluppando nell'ottica della nuova Città metropolitana e che può mettere a disposizione servizi integrati (assistenziali, ricettivi e residenziali), garantendo un elevato grado di accessibilità".

SPERIMENTAZIONE TECNOLOGICHE - La Città della Salute e della Ricerca sarà dunque un grande polo di ricerca clinica pubblico, realizzerà importanti sinergie con la rete ospedaliera esistente nel quadrante nord-est e coniugherà un insieme di servizi integrati che pongono al centro la persona e la capacità di favorire innovazione nella ricerca clinica avanzata. L'integrazione tra i due istituti consentirà, infatti, di implementare sperimentazioni tecnologiche specifiche: la piastra di diagnosi e cura (che sarà tra le più grandi nel nostro Paese), i laboratori di ricerca traslazionale, i blocchi interventistici.

INTEGRAZIONE CON CENTRO NERVIANO - La ricerca clinica avanzata diventerà il fulcro di "un vero e proprio distretto tecnologico", come ha specificato Formigoni. Sarà fondamentale il ruolo del Nerviano Medical Sciences, con la propria esperienza nel settore della ricerca pre-clinica e della farmaco-genomica, per integrare e sviluppare la capacità di innovazione nel sistema sanitario, come testimoniato dall'attività nella Rete Oncologica Lombarda, in un contesto capace di dialogare e confrontarsi con le eccellenze internazionali e con i settori accademici più coinvolti nella moderna medicina quali ingegneria, biologia, fisica, informatica.

SPAZI PER PAZIENTI E PARENTI e ACCESSIBILITÀ - Il progetto preveda anche la predisposizione di spazi dedicati all'accoglienza dei pazienti e dei loro parenti, il che si rende necessario tenendo conto che già adesso oltre il 50% delle persone che si curano al Besta e ai Tumori viene da fuori regione. L'area di Sesto San Giovanni offre un'ottima accessibilità per i mezzi privati e per i mezzi pubblici, sia locali (metropolitana M1, linee di superficie, autobus area urbana e provinciale) sia sovra locale (linee ferroviarie e sistema aeroportuale) e accesso diretto al sistema autostradale dalla presenza dello svincolo sulla tangenziale Nord, con ampia disponibilità di aree da dedicare a parcheggi per il personale sanitario, ricercatori, pazienti e visitatori.

NIGUARDA E POLICLINICO - Prima della scelta di Sesto, ha ribadito Formigoni, erano state prese in considerazione anche le aree di Niguarda e del Policlinico, già oggetto di importanti trasformazioni e riqualificazioni edilizie e urbanistiche In tali aree sarebbe però risultato impossibile sviluppare il progetto nella sua completezza.