Tumore al seno, ingrassare peggiora la prognosi

   Sportello Cancro, Vera Martinella (Fondazione Veronesi), 28/09/2012

CONVEGNO EUROPEO DI ONCOLOGIA
Obesità e sovrappeso aumentano il rischio di ricaduta. E in fase avanzata di malattia possono limitare la sopravvivenza


MILANO – La parola d’ordine è «dieta». O, per essere più corretti, alimentazione equilibrata. A cui vanno aggiunti una costante attività fisica e la guerra a obesità e sovrappeso. Non solo, com’è noto, per tenere lontani i tumori (come del resto molte altre malattie), ma anche per avere maggiori probabilità di guarigione. E persino per migliorare la sopravvivenza di chi ha un tumore in fase metastatica. A richiamare l’attenzione sull’ago della bilancia nelle donne con un tumore al seno sono due studi italiani presentati al convegno dell’Esmo, la Società europea di oncologia medica, in corso a Vienna.
IL PESO ECCESSIVO PEGGIORA LA PROGNOSI - «È noto che l’obesità si associa ad un aumentato rischio di sviluppare vari tipi di cancro, tra cui quello al seno – dice Alessandra Gennari, oncologa dell’ospedale Galliera di Genova e coordinatrice di una delle due ricerche -. Il legame tra sovrappeso corporeo e carcinoma mammario è stato ampiamente studiato ed è da imputarsi principalmente a modificazioni dell’assetto ormonale indotte dall’obesità che favoriscono la trasformazione neoplastica delle cellule mammarie». Ciò che emerge con crescente chiarezza dagli studi più recenti è che il peso eccessivo peggiora anche la prognosi delle pazienti con un tumore diagnosticato in fase precoce: chi ingrassa dopo le cure o è sovrappeso fin dall’inizio e non perde i chili di troppo ha maggiori probabilità che il tumore si ripresenti. Mentre nelle donne con una malattia in stadio avanzato il sovrappeso corporeo non condiziona direttamente l’andamento del tumore, ma contribuisce a deteriorare lo stato di salute generale.

MEGLIO NON INGRASSARE DOPO LE CURE – «È già stato dimostrato che essere obese o sovrappeso al momento della diagnosi di un carcinoma mammario ai primi stadi diminuisce le probabilità di guarigione – spiega Saverio Cinieri, responsabile dell’oncologia all’ospedale Perrino di Brindisi e autore dell’altro studio italiano che sarà presentato all’Esmo -. Gli esiti della nostra ricerca, condotta su 520 pazienti seguite dall’agosto del 1997 a marzo del 2012, suggeriscono inoltre che ingrassare dopo le terapie fa crescere in modo significativo il rischio di una ricaduta. Questo conferma ciò che era già stato evidenziato da altri trial e vale per chi passa sia da normopeso a sovrappeso che da sovrappeso a obesa. Mentre sappiamo che il dimagrimento eccessivo è, all’opposto, un fatto sfavorevole che complica lo stato di salute generale e impedisce spesso di terminare i cicli di trattamento. È quindi importante che le donne sappiano che alimentazione e ginnastica sono strumenti di cura strategici, prima durante e dopo le terapie».

BILANCIA IMPORTANTE ANCHE IN STADIO AVANZATO - Se la prognosi delle donne con carcinoma mammario in fase precoce è sicuramente aggravata dalla presenza di obesità, non era chiaro se questo peggioramento fosse anche presente nelle donne obese che si trovano in fasi più avanzate di malattia. «Il nostro studio - chiarisce Alessandra Gennari, che lavora come oncologa anche all’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori di Meldola (Forlì) - ha valutato su circa 700 donne affette da cancro al seno metastatico e sottoposte a trattamento chemioterapico se l’obesità o il sovrappeso corporeo potevano condizionare l’esito della chemioterapia e quindi le possibilità di controllare la malattia il più a lungo possibile. La risposta, stando agli esiti dello studio – è no: le pazienti obese o in sovrappeso hanno le stesse chance di sopravvivenza delle donne magre». Eppure la bilancia è fondamentale anche in questi casi perché, grazie ai progressi nelle cure, chi ha un carcinoma mammario in stadio avanzato oggi vive sempre più a lungo. «La malattia può spesso essere cronicizzata anche per anni – concludono gli esperti – e in quest’ottica, il controllo del peso corporeo tramite alimentazione e stili di vita corretti è comunque importante, essendo l’obesità causa di altre importanti patologie (quali il diabete, l’ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari, ad esempio) che possono condizionare sfavorevolmente la sopravvivenza e la qualità della vita delle pazienti».