La dieta che ci difende dai tumori

   Sportello Cancro, Carla Favaro, 09/10/2012

PREVENZIONE
Conferme (e dubbi) dagli ultimi studi



MILANO - Sono anni che ci sentiamo ripetere che dieta sana e attività fisica adeguata ci preserverebbero da molti tumori. Ma nel corso del tempo, fermi restando alcuni capisaldi, i consigli sono anche diventati ondivaghi, vuoi perché nuovi studi hanno aggiunto nuove conoscenze, vuoi per il diffondersi di notizie, e mode alimentari, che spingevano ora in una direzione, ora nell'altra. A fare chiarezza arrivano le linee guida dell'American Cancer Society, recentemente pubblicate da CA - A Cancer Journal for Clinicians. In questa pubblicazione gli esperti, dopo un lavoro di revisione della letteratura scientifica, rispondono anche ai tanti e comuni interrogativi su alimenti, bevande, sostanze o regimi alimentari sui quali ci si è interrogati in questi anni: pensiamo per esempio agli alimenti "bio" o ai dolcificanti.
GUARDA - I capisaldi della prevenzione

INDICAZIONI - Naturalmente nelle linee guida americane ci sono anche le raccomandazioni generali (i famosi "capisaldi"), fra cui: seguire una dieta salutare che punti molto gli alimenti vegetali, scegliere cereali integrali anziché raffinati, limitare il consumo di carni rosse e lavorate. Per rendere più pratiche queste linee guida, gli esperti hanno fatto ricorso ai numeri. A cominciare dalle 50-100 kcal in meno al giorno che, almeno nella maggior parte degli adulti, possono prevenire il graduale aumento di peso. Mantenere un peso salutare, o raggiungerlo, è infatti uno degli "strumenti" più importanti per ridurre il rischio di tumori. Almeno 150 a settimana sono, poi, i minuti di attività fisica, ad intensità moderata, consigliati agli adulti normopeso, che diventano 75 se l'attività è vigorosa. E ancora numeri: 2,5 è il numero minimo di "tazze" di verdura e frutta al giorno (di colori diversi) indicato per la riduzione del rischio di tumore, che diventano 3,5 quando si considera l'importanza di questi alimenti anche per la salute in generale e di quella cardiovascolare in particolare. Per chi, come noi, non è pratico di "tazze" (sistema di misura americano) un utile riferimento sono le oramai famose 5 porzioni di frutta e verdura al giorno. E in ogni caso, che si parli di tazze o porzioni, il consiglio è di riempire sempre metà del piatto con questi alimenti.

COSA BERE - Due al massimo sono le "unità" di bevande alcoliche consentite, al giorno, per l’uomo, 1 quella per la donna. Per capirci, una lattina di birra di media gradazione o un bicchiere di vino (circa 150 ml) o una dose da bar (circa 40 ml) equivalgono a 1 unità. Il limite suggerito tiene conto dei possibili benefici sul fronte cardiovascolare di un modesto consumo di alcol, perché se fosse solo per la prevenzione dei tumori, la raccomandazione sarebbe di astenersene. Queste le raccomandazione "generali", ma nelle linee guida vengono anche riassunti i fattori, sempre legati a dieta e attività fisica, più fortemente associati con il rischio per alcuni tipi di tumore e che possono avere un particolare rilievo soprattutto per chi ha familiarità per un certo tipo di neoplasia o ne è stato già colpito. Fra questi consigli più "specifici", oltre al controllo del peso, un'attività fisica adeguata e un buon consumo di frutta e verdura sempre presenti, se ne trovano anche di meno noti. Per esempio, per ridurre il rischio di tumore della prostata (il più frequente nella popolazione maschile) si aggiunge in particolare di limitare l'uso di supplementi di calcio e non superare con alimenti e bevande le quantità raccomandate per questo nutriente .Per ridurre il rischio del tumore al seno (il più frequente nel sesso femminile), viene data molto rilievo anche alla astensione o alla riduzione del consumo di bevande alcoliche. E in proposito va detto che il fattore importante sembra essere il consumo totale di alcol e non il tipo di bevanda alcolica consumata.

CARNI ROSSE - Per la riduzione del rischio di tumori del colon retto, viene evidenziata, invece, l’importanza di limitare il consumo di carni rosse e lavorate e di alcol, di scegliere cereali integrali, di non scendere sotto le quantità raccomandate di calcio e di assicurare livelli sufficienti di vitamina D. Per ridurre il rischio di tumore dello stomaco, si sottolinea in particolare di diminuire il consumo di sale, di cibi sotto sale e di carni lavorate, mentre per ridurre il rischio di cancro del cavo orale ed esofago, si raccomanda in particolare di limitare l'alcol (ancor più se associato al fumo) e di non assumere cibi bollenti. «In ogni caso — conclude Daniela Lucini, responsabile della Sezione medicina dell'esercizio e patologie funzionali all’Istituto Humanitas di Milano —, poiché la "dieta" per ridurre il rischio di tumori è in linea con quella suggerita per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, il diabete e più in generale per una buona salute, importante non è decidere "che cosa" vogliamo prevenire, ma migliorare il nostro stile alimentare e di vita».